Inchiesta balconi, imminente la svolta

In arrivo le richieste di processo dopo i pareri univoci dei periti: legno scadente e lavori fatti male
L’AQUILA. I periti non hanno mai cambiato idea: i balconi sono stati realizzati con legno scadente e le lavorazioni sono pessime.
Ora, pertanto, conclusi ormai da settimane gli ultimi interrogatori successivi alla chiusura delle indagini preliminari e con delle consulenze univoche nelle conclusioni, la Procura si appresta a chiedere il processo per i principali indagati (in tutto sono 37) coinvolti nell’indagine per frode, truffa e falso, partita con il crollo del balcone al Progetto Case di Cese di Preturo e poi estesa ad altre problematiche costruttive delle abitazioni antisismiche realizzate nel post-sisma.
Tra gli indagati ci sono alcuni stretti collaboratori, all’epoca dei fatti, dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso il quale è comunque estraneo all’indagine. Si tratta di Mauro Dolce, 62 anni, di Roma, responsabile unico del procedimento e Gian Michele Calvi, 51 anni, di Voghera, progettista e direttore dei lavori, oltre a dei tecnici comunali.
Gli interrogatori sono serviti anche a precisare ulteriormente alcune posizioni, tra cui proprio quelle di dirigenti e funzionari comunali. Anche questo procedimento si caratterizza per la complessità e l’enormità del materiale probatorio.
Ora, quando ci saranno le richieste di processo, date per imminenti, si potrà capire se, sulla scorta delle indagini fatte dalla Forestale e soprattutto dalle controdeduzioni dei difensori, il pm Roberta D’Avolio intenderà fare una scrematura delle posizioni o se vuole portare al processo tutte le 37 persone inizialmente sospettate.
Comunque l’esigenza principale della Procura è quella di fare presto visto che è noto che alcuni di questi reati sono vicini alla prescrizione e i tempi previsti per la fissazione dell’udienza preliminare non sono vicinissimi.
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