Inchiesta di Celano, la paralisi del Comune

I nuovi provvedimenti del gip inceppano la macchina amministrativa. Oggi vertice di maggioranza
CELANO. Acque agitate a Celano dopo l’arrivo degli ulteriori cinque provvedimenti di sospensiva a funzionari e dipendenti comunali. Uno stop dalle mansioni, da due a sei mesi, deciso con una misura cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, nell’ambito dell’inchiesta che lo scorso 22 febbraio ha portato all’arresto del sindaco Settimio Santilli, dell’allora vicesindaco Filippo Piccone, e di altri imprenditori e liberi professionisti marsicani.
Secondo la Proia, Nazzareno Caferra e Sante Rossi, responsabile e addetto dell’area manutenzione, Daniela Santilli, dipendente dell’area tecnica, Fabrizia Aveani, impiegata nell’ufficio ricostruzione, ed Erica Cerasani, occupata nel settore amministrativo, hanno «attivamente collaborato con gli altri indagati nella commissione dei reati e siano inseriti nel sistema corruttivo dell’amministrazione celanese». I cinque sono già stati interrogati dal gip.
Per la Santilli il provvedimento avrà la durata di due mesi, per gli altri quattro sarà di sei mesi. Ai cinque vengono contestati diversi reati, a vario titolo: tentato peculato, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Ora bisognerà capire se gli uffici comunali potranno continuare a lavorare senza rallentamenti o se l’assenza da due a sei mesi dei funzionari e dei dipendenti destinatari della misura possa creare ulteriori disagi alla macchina amministrativa, anche alla luce dei diversi provvedimenti in atto in questo periodo, come per esempio il superbonus 110% che richiede un lungo iter burocratico. Dalla maggioranza, per ora, bocche cucite sull’argomento. Oggi è prevista una riunione per fare il punto della situazione. (e.b.)
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