Inchiesta sull’eredità del poeta Thomas

8 Agosto 2017

In quattro nei guai per appropriazione indebita dei proventi della vendita di una casa a Villalago

SULMONA. Arrivano i primi provvedimenti nell’inchiesta avviata sull’eredità contesa del grande poeta Dylan Thomas. Il pm, Aura Scarsella a conclusione di un’articolata indagine che ha visto lo svolgimento di rogatorie in Australia e nel Regno Unito, ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone residenti tra Scanno e Villalago e in Australia. I reati contestati vanno dalla circonvenzione d’incapaci all’appropriazione indebita con l’ipotesi di truffa in concorso per alcuni dei coinvolti nella vicenda. L’udienza preliminare è stata già fissata al 7 dicembre quando i quattro imputati saranno chiamati a difendersi dalle accuse della Procura, mentre Francesco Fazio, figlio di Kathleen Mc Namara, moglie del poeta Dylan Thomas (tutelato nel procedimento dagli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni), chiede giustizia. Il contenzioso tra gli eredi della coppia si è sviluppato proprio attorno ai proventi della vendita della casa, oltre 120mila euro in assegni che la Procura di Sulmona avrebbe riconsegnato, con un atto, illegittimo secondo la Suprema corte, alla moglie di uno dei figli di Thomas, che risiede in Australia. Ad avviare la causa civile per ottenere l’eredità sono stati il quarto figlio della moglie del poeta gallese, avuto dal suo secondo matrimonio, e la moglie del secondo figlio che vive in Australia. Processo incardinato a Sulmona per competenza territoriale in quanto la casa contesa si trova a Scanno.
La McNamara, dopo la morte del poeta Dylan Thomas, si diresse in Italia con i figli, rivisitando i luoghi nei quali si era trattenuta con il marito. Acquistò un terreno prospiciente il lago di Scanno ed edificò una casa, che tanto le ricordava quella abitata a Laugharne, sull’estuario del fiume Taf, nella penisola di Gower denominata “Boathouse”.(c.l.)
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