Inchiesta sulla camorra, misterioso rogo

23 Maggio 2018

Luco dei Marsi, brucia il muletto dell’imprenditore agricolo coinvolto nel maxi sequestro di piantagioni di marijuana

LUCO DEI MARSI. In fiamme il muletto di proprietà di Gianfranco Scipioni, l’imprenditore di Avezzano arrestato nell’ambito delle indagini sulle piantagioni di marijuana nel Fucino. Un’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato a otto misure cautelare anche nei confronti di due esponenti della camorra. Il mezzo da lavoro è stato trovato in fiamme davanti a un capannone di proprietà dell’uomo, a Luco dei Marsi. Un episodio inquietante e sul quale sono in corso indagini, visto che non si esclude il dolo. Inquietante soprattutto per il coinvolgimento di due boss affiliati a un clan camorristico nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila e portata a termine dai carabinieri.
Se confermata questa pista potrebbe trattarsi di un avvertimento o di una vendetta. Gli inquirenti sono abbottonatissimi.
Tra gli otto arrestati, nell’ambito dell’inchiesta, c’è la compagna di Scipioni, Anna Scotto Di Gregorio, originaria della Campania ma residente a Luco. Secondo l’accusa, Scipioni era «il braccio sul territorio degli indagati» ed era riuscito a seminare e coltivare migliaia e migliaia di piantine di marijuana, per un peso di sei tonnellate e per un valore di due milioni di euro. Una quantità di droga sequestrata nel settembre 2016 quando ci fu il suo arresto. Sempre secondo le accuse, era stato Scipioni a organizzare la piantagione finanziata dai campani. Proprio dal maxi sequestro nel Fucino è scattata l’inchiesta sfociata negli 8 arresti. (p.g.)
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