Inchiesta sulla gara d’appalto: D’Amico può tornare in servizio

6 Ottobre 2023

La funzionaria Asl era stata sospesa dal gip con Bafile, primario del San Salvatore, e un altro tecnico  Ma per il tribunale del Riesame non ci sono per ora gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti

L’AQUILA. «Non sussistono gravi indizi di colpevolezza». È con queste parole che il tribunale del Riesame smentisce e annulla quanto invece messo nero su bianco dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di Michela D’Amico, la funzionaria della Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila finita nella bufera giudiziaria.
La vicenda è quella della gara da quasi un milione e mezzo di euro per la fornitura di neurotrasmettitori midollari per l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Il bando, secondo gli inquirenti, era stato “cucito” su misura di una azienda specifica, grazie all’aggiunta del requisito tecnico della compatibilità con “Rm 3 Tesla” che contraddistingueva solo i prodotti della ditta Medtronic. Il bando era stato poi annullato in autotutela dalla Asl, dopo segnalazioni e verifiche interne. Sono però finiti indagati dalla Procura per turbata libertà degli incanti, oltre a D’Amico per il suo ruolo di responsabile Rup della gara, anche il primario di Chirurgia vascolare Gennaro Bafile il funzionario Carlo Fruttaldo e il dirigente Paolo Spaziani. Con due ordinanze, il gip aveva prima sospeso e poi parzialmente reintegrato – vietando loro di occuparsi di gare – D’Amico, Bafile e Fruttaldo. D’Amico ha fatto però ricorso al Riesame, vincendo. «Dalle email e dai tabulati agli atti non emerge mai con chiarezza il suo personale coinvolgimento nel “cucire” il bando addosso alla Medtronic, né che l’indagata abbia avuto contatti diretti e illegittimi con detta impresa riguardo alla procedura», scrive il Tribunale del Riesame smentendo il gip, poi aggiungendo: «Il Rup svolge un ruolo di supervisione, indirizzo e coordinamento, ma non è titolato a entrare nel merito delle scelte dell’amministrazione in relazione alle specifiche tecniche delle forniture da richiedere. Pertanto, non appare provato neanche che D’Amico fosse a conoscenza del fatto che la compatibilità “Rm 3 Tesla” limitasse la concorrenza senza apportare un effettivo beneficio». Smontato anche il “pericolo attuale e concreto di reiterazione del pericolo”: «Va considerato che i fatti contestati ricorrono ad oltre un anno fa e nel lasso di tempo intercorso non sono emerse circostanze di rilievo» e «Ella riveste sì l’ufficio di funzionaria della Asl, ma è attualmente in ferie, prossima al pensionamento».
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