Inchiesta sulla tubercolosi bovina

18 Dicembre 2014

Forestale sequestra documenti negli uffici Asl: scarsi controlli sul contagio dopo la morte di un’orsa?

AVEZZANO. È stato fatto tutto il possibile per fermare l’epidemia di tubercolosi bovina che ha interessato pascoli nella Marsica e nel Parco nazionale d’Abruzzo? La risposta alla domanda la stanno cercando gli agenti del Coordinamento territoriale per l’ambiente del Corpo forestale dello Stato di Pescasseroli. L’allarme Tbc ha portato il sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Guido Cocco, ad aprire un’inchiesta. La Forestale ha acquisito della documentazione negli uffici della Asl in via Monte Velino ad Avezzano. In particolare, si sta accertando se gli organi preposti hanno eseguito i dovuti controlli. Il primo allarme era scattato nel marzo di quest’anno dopo il ritrovamento, in località Sperone di Gioia, di un’orsa agonizzante. L’animale è poi morto dopo poche ore. I risultati degli esami compiuti dal Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria dell’istituto zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana, con sede a Grosseto, non avevano lasciato dubbi: le lesioni principali riferibili a tubercolosi erano a carico dell’intestino, evidenziando un’origine alimentare dell'infezione. L’orsa si sarebbe quindi alimentata di organi di bovini infetti. La denuncia del Parco era stata forte: «Un allarme purtroppo inascoltato, in particolare riferito alla vulnerabilità dell’esigua popolazione di orsi, riguardo alla necessità di un’azione coordinata e più efficace in materia di prevenzione sanitaria».

Una situazione posta all’attenzione anche dei ministeri della Salute e dell’Ambiente che hanno istituito un apposito tavolo tecnico per seguire attentamente la situazione. Risale allo scorso settembre, inoltre, l’operazione per la cattura di trenta capi di bestiame contagiati da tubercolosi, che un allevatore di Gioia teneva in libertà malgrado i divieti. Per questo è scattata la denuncia per diffusione di malattie infettive da parte dei forestali.

La tubercolosi bovina è una patologia con effetti socio-economici e di salute pubblica di notevole rilevanza, essendo una malattia trasmissibile anche all’uomo. La malattia si diffonde nel bestiame attraverso inalazione o acque contaminate. Per questo i controlli negli allevamenti devono essere periodici, a maggior ragione nel Parco dove possono mettere a rischio la vita di specie protette.

L’indagine della Forestale mira a verificare se ci sono state delle omissioni.

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