Inchiesta usura, il giorno delle vittime

Oggi l’incidente probatorio per ricostruire, attraverso prove e testimonianze, la rete messa in piedi dai quattro indagati
SULMONA. Cristallizzare le prove e le testimonianze raccolte fino a questo momento per portarle in aula senza contaminazioni o inquinamenti che da qui all’inizio del processo, potrebbero indebolire il castello accusatorio messo su dalla pubblica accusa. Mossa a sorpresa del sostituto procuratore Stefano Iafolla sull’inchiesta per usura che vede indagate al momento quattro persone, tra cui l’ex dirigente scolastica Elvira Tonti e la broker delle assicurazioni Katia Valeri. Il magistrato inquirente ha infatti chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona un incidente probatorio che si svolgerà questa mattina nel corso del quale saranno sentiti tutti i testimoni ma soprattutto quelle persone che sarebbero state sottoposte ad usura dalle tre donne e dall’uomo accusati di aver prestato dei soldi chiedendo interessi fino al 240 per cento.
Nel corso dell’inchiesta, infatti, la squadra anticrimine del commissariato di Sulmona guidata dall’ispettore Daniele L’Erario, è riuscita a incastrare, al momento non si sa ancora con quali accuse, altre due persone oltre alla Tonti e alla Valeri: una donna e un uomo di etnia rom, anche lui residente a Sulmona. Prove e testimonianze che saranno raccolte oggi nel corso dell’incidente probatorio costituiranno a tutti gli effetti prova nel processo senza che vengano replicate nel corso del dibattimento. Una mossa della procura che mira ad evitare i tanti non ricordo, o possibili ritrattazioni che andrebbero a vantaggio degli accusati.
La vicenda è partita dopo la testimonianza di una delle vittime che era stata massacrata di botte da una famiglia rom di Sulmona sempre per una vicenda di usura.
Nel corso delle indagini la vittima aveva denunciato altri episodi legati proprio all’ex dirigente scolastica e agli altri indagati. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, seguita al racconto della vittima e dei suoi familiari, ma anche supportata da appunti e carte rinvenuti nella fase di indagine, la Tonti e la Valeri si offrirono di prestare alla vittima, pressata dalle richieste usuraie della famiglia Rom, 2mila euro. Alla vittima venne consegnato così un assegno da 1.800 euro, che comprendeva cioè già una mezza rata di interessi, in cambio di un assegno da 2.400 euro. E ancora, qualche mese dopo, nel gennaio del 2015, le due si fecero consegnare altre 400 euro in cambio di una dilazione del pagamento della rata che la donna che gestiva l’autolavaggio non era in grado di onorare.
Da quel momento sarebbero finite ancora nelle tasche della Tonti e della Valeri altri 6mila euro, operazioni che la titolare dell’autolavaggio sarebbe riuscita a dimostrare.
Un racconto avvalorato anche dai documenti che la squadra anticrimine avrebbe recuperato a casa delle indagate durante la perquisizione domiciliare compiuta nel corso dell'arresto del novembre scorso.
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