Incidente aereo, resta il mistero Servono nuove perizie tecniche

L’autopsia non chiarisce se l’esperto pilota sia stato colpito da un malore, necessari altri esami clinici Tra le ipotesi anche che l’ultraleggero sia precipitato per un guasto: analisi su rottami e scatola nera
L’AQUILA. Resta il giallo sulle cause che hanno provocato l’incidente aereo in cui hanno perso la vita il gioielliere Corrado Mancinelli, di 70 anni, e Maria Rita Vietri (64), ex dipendente del supermercato Conad del centro commerciale L’Aquilone, entrambi dell’Aquila. Per ora l’autopsia non aiuta a fare chiarezza. Sono, infatti, necessari ulteriori esami clinici per avvalorare o escludere il malore del pilota come causa dello schianto a terra del velivolo ultraleggero. Per il medico legale Giuseppe Calvisi saranno gli esami istologici e tossicologici, per i cui esiti ci vorranno giorni, a stabilire se Mancinelli ha perso il controllo del velivolo in preda a un malore improvviso oppure no.
Intanto si stanno analizzando anche i rottami e la scatola nera del piccolo aereo da turismo. Il velivolo si trova sotto sequestro all’interno di un capannone, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il perito nominato dalla Procura, un esperto in aviazione arrivato da Bologna, dovrà accertare se alla base dell’incidente ci sia o meno un guasto meccanico. Per il momento dunque entrambe le ipotesi restano in piedi.
I carabinieri stanno ascoltando i testimoni per cercare di ricostruire gli ultimi attimi di vita di Mancinelli e Vietri prima che l’ultraleggero si schiantasse al suolo accartocciandosi contro un muro di cemento armato. Si sta anche analizzando la rotta del velivolo e verificando se ci siano stati contatti radio del pilota con le torri di controllo. Il pubblico ministero Stefano Gallo, che coordina le delicate indagini sull’incidente aereo, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Sulla tragedia, però, sta indagando anche l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile.
Del fatto che Mancinelli si sia sentito male ne è certo Nillo Pasqualone. Per il socio anziano dell'Aero club L’Aquila, l’amico Corrado era troppo esperto per compiere errori. «Corrado quel piccolo aereo lo puliva e lustrava continuamente», ricorda Pasqualone, «ci aveva messo anche alcuni strumenti nuovi e molto moderni. Si tratta di Coavio Df 2000, che però non è un semplice ultraleggero. È un ultraleggero avanzato, con avionica adeguata, radio, transponder. Può atterrare negli aeroporti e per poterlo pilotare serve una specifica autorizzazione». Al momento sono almeno due i testimoni oculari. Il primo è un ragazzino che ha riferito di aver visto l’ultraleggero volare dritto, poi compiere all’improvviso strane manovre e infine sparire dalla visuale. Pochi attimi dopo il botto. È il rumore dell’ultraleggero che si è schiantato al suolo. Ad aver visto il piccolo aereo da turismo precipitare è anche Ermanno, un pilota che ha appena preso il brevetto. L’ultraleggero è caduto domenica pomeriggio a poche centinaia di metri dall’aviosuperficie tra Poggio Picenze e Fossa. Il Df 2000 è finito contro la chioma di un pioppo, prima di accartocciarsi nell’impatto con il muro in cemento armato di una delle strutture del depuratore di Fossa. Secondo una prima ricostruzione, i due appassionati di volo, entrambi iscritti all'Aero club, stavano tornando all’aviosuperficie da cui erano partiti la mattina presto, dopo aver trascorso a giornata in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. Avevano effettuato anche una sosta a Castiglione del Lago, in Umbria, come testimoniato da un video postato alle 13.24 su Facebook dalla donna. «Ecco per dire», scriveva Mary Trilly, alias Maria Rita Vietri, inquadrando l’aviosuperficie umbra, ignara di quanto le sarebbe accaduto di lì a poco. L’incidente si è verificato intorno alle 16.40. L’ultraleggero, di proprietà dello stesso Mancinelli, veniva rimesso dall’orafo in uno degli hangar dell'Aero club.
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