Inclusione, a Calascio laboratori con i ragazzi

18 Luglio 2021

CALASCIO. Dopo gli appuntamenti di Fontecchio, il progetto “Incontri, culture e tradizioni senza confini”, promosso dall’associazione di promozione sociale Arci L’Aquila, torna a Calascio con una...

CALASCIO. Dopo gli appuntamenti di Fontecchio, il progetto “Incontri, culture e tradizioni senza confini”, promosso dall’associazione di promozione sociale Arci L’Aquila, torna a Calascio con una nuova tranche di laboratori.
Realizzato in partenariato con le associazioni di volontariato Auser L’Aquila, Bibliobus L’Aquila e La Ginestra Subequana Onlus, con ben 58 appuntamenti in programma rivolti alle scuole e alle comunità locali, il progetto “Incontri” sta coinvolgendo centinaia di persone in tutto il comprensorio e va avanti fino a ottobre.
In collaborazione con le Cooperative di comunità di Calascio e Fontecchio e Yaw (Young artist workers), a Calascio si svolgeranno laboratori manuale, di arti figurative e artistico, nelle giornate del 19, 20, 21, 22 e 23 luglio e poi ancora il 26 e il 27 luglio.
«Il progetto», informano i promotori dell’iniziativa, «si fonda sul coinvolgimento di gruppi eterogenei di persone, che avranno un reciproco vantaggio nelle azioni di dialogo e conoscenza attraverso la valorizzazione del territorio e della tradizione. L’arte e l’artigianato sono protagonisti come strumenti di inclusione sociale, veicolo di dialogo interculturale e di conoscenza del patrimonio culturale, materiale e immateriale».
«I laboratori svolti a Fontecchio sono stati molto interessanti», dice Francesca Racano, pittrice e scultrice, dell’Associazione Yaw, nata a Calascio lo scorso anno da un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila. «Abbiamo proposto un laboratorio di pittura all’aperto che si è sviluppato in quattro fasi: nella prima abbiamo proposto una riflessione sul paesaggio, chiedendo ai partecipanti di spiegare la propria idea e poi di rappresentarla, si è riflettuto sul fatto che il paesaggio può essere considerata un’esperienza che cambia in funzione del punto di vista, quindi ogni paesaggio è differente in base all’individuo che lo osserva e lo vive. La seconda fase è stata dedicata all’autoritratto contestualizzato, per inserire l’individuo all’interno del paesaggio. La terza giornata è stata dedicata al ritratto dell’altro, sempre contestualizzato all’interno del paesaggio in cui ci trovavamo in quel momento. Gli obiettivi sono stati raggiunti, siamo molto soddisfatti di tutti gli elaborati e della partecipazione», aggiunge, «nonostante le criticità iniziali dovute alla difficoltà di comunicare con persone che parlavano davvero molto poco l’italiano, ma d’altra parte lo scopo del progetto è proprio l’integrazione. Abbiamo svolto le attività all’aperto, negli spazi generosamente messi a disposizione dal laboratorio artistico La Kap i cui animatori sono stati disponibilissimi», conclude Racano.
I successivi appuntamenti sono in programma a Raiano, prima di fare ritorno a Fontecchio per l’evento conclusivo il primo agosto.