Incubo T-red, il giudice annulla altre multe

21 Luglio 2019

Donna aveva superato 4 volte la striscia bianca. Comune condannato a rimborsare tutte le spese

AVEZZANO. Comune condannato a pagare le spese legali a un’automobilista sanzionata dal semaforo del T-red all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori: la sentenza, che apre un altro capitolo nell’intricata partita delle migliaia di multe affibbiate nel corso di pochi mesi – centinaia impugnate davanti al giudice di pace e al prefetto dell’Aquila – riguarda un ricorso multiplo (4) presentato da una donna, assistita dall’avvocato Carmelo Occhiuto, per il superamento della striscia bianca di arresto a terra in direzione Celano. Sanzioni in serie, sempre sulla stessa direttrice, dove le strisce sull’asfalto, certificate anche da una relazione di servizio, non sono risultate immuni da pecche: quelle vecchie, infatti, non erano state cancellate del tutto. Il lavoro non proprio a regola d’arte e la mancanza di informazione adeguata si stanno rivelando sempre più l’anello debole dell’operazione del Comune, vista dai più come mirata a far cassa (tesi che trova conforto nella forte maggiorazione di previsione degli incassi da sanzioni approvata dal consiglio nel bilancio di dicembre 2018, quando i proventi schizzarono da 800mila euro a oltre 2 milioni per il triennio 2019/2021). La maggior parte delle sentenze emesse finora ha annullato le multe, spesso riconoscendo le spese per il contributo unificato pagato per l’iscrizione a ruolo: 43 euro. Stavolta il giudice di pace, Alberto Paolini, è andato oltre «condannando l’Ente a rimborsare tutte le spese sostenute dalla ricorrente» (i 43 euro, più 172 euro di spese legali, con l’aggiunta di Iva e contributi previdenziali per l’avvocato) per impugnare le quattro sanzioni ed evitare anche il taglio di 8 punti sulla patente: ogni multa, infatti, fa scattare la decurtazione di 2 punti sul permesso di guida. «L’amministrazione, alla luce delle tante criticità dell’operazione, non doveva arrivare a questo punto»”, afferma l’avvocato Occhiuto, «ma agire subito in autotutela per annullare le sanzioni emesse fino al 3 aprile legate al superamento delle strisce bianche non ben segnalate. Invece, nonostante le numerose sentenze di annullamento dei giudici di pace si continua a perseverare sulla stessa direttiva. La condanna del Comune a rifondere tutte le spese di giudizio è un altro segnale da non sottovalutare. Resta, purtroppo, il rammarico per tutti quei cittadini che hanno pagato».
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