Indagini sull’attentato a Berlino, altri fermi

24 Giugno 2022

Gli accertamenti in Italia dopo l’assalto ai mercatini di Natale in cui morì la sulmonese Di Lorenzo

SULMONA. Quattro arresti e 70 perquisizioni in diverse città italiane. Questo il bilancio di un’operazione partita dopo gli accertamenti sull’attentato di Berlino ai mercatini di Natale del dicembre 2016, in cui morirono 12 persone tra cui la giovane sulmonese Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, che si era trasferita in Germania per lavoro.
Un’indagine che ha preso avvio dall’analisi della rete di conoscenze e relazioni del terrorista Anis Amri, autore dell’attentato a Berlino compiuto al volante di un tir piombato sulla folla, ucciso alcuni giorni dopo dalla polizia a Sesto San Giovanni. Il blitz è scattato ieri mattina. Nell’indagine, coordinata dalla Dda di Napoli, gli agenti della Digos della questura di Roma e della direzione centrale della polizia di prevenzione, coadiuvati dalle Digos delle questure di Napoli e Caserta, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare che dispone il carcere per tre persone, un senegalese, un guineano e un ghanese e gli arresti domiciliari per un quarto straniero del Centro Africa, tutti sospettati di far parte di una filiera dedita al falso documentale operante tra Napoli e Caserta. Uno dei quattro destinatari della misura cautelare è stato rintracciato in Olanda. Concorso in contraffazione, riciclaggio di documenti di identità italiani, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e ricettazione i reati contestati, a vario titolo, alle persone coinvolte nell’operazione. L’indagine ha permesso di disarticolare un sodalizio criminoso che, negli ultimi anni, ha supportato la produzione e il recapito di documenti italiani falsi a stranieri clandestini, di cui lo stesso Amri era stato beneficiario.
Nel mirino degli investigatori anche altre persone, tutti stranieri, residenti in diverse città italiane, sottoposte a perquisizione perché ritenute coinvolte a vario titolo nelle attività riconducibili all’organizzazione criminale. L’attività investigativa si è inoltre concentrata su due tipografie di Napoli, individuate quali centri di produzione dei documenti contraffatti, e su un money transfert utilizzato per operazioni finanziarie sospette. Attività criminali strumentali anche ai militanti di formazioni terroristiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.