Indagini sulla morte di Tommaso: le relazioni depositate in Procura

28 Ottobre 2022

Attese le perizie del consulente tecnico sulla macchina sfrenata e la sicurezza all’interno della scuola L’unica indagata resta la conducente della Passat che era stata parcheggiata con un 12enne a bordo

L’AQUILA. È morto sul colpo o qualche istante dopo l’investimento. È quanto stabilito dall’autopsia eseguita sul corpicino del piccolo Tommaso D’Agostino, il bimbo di 4 anni morto all’interno dell’asilo Primo maggio dell’Aquila il 18 maggio scorso. Nell’incidente restarono feriti altri cinque piccoli alunni. La relazione del medico legale Giuseppe Calvisi è stata depositata in Procura. C’è, invece, attesa per la perizia del consulente tecnico Cristiano Ruggeri che dovrà chiarire i due punti chiave dell’inchiesta: il primo riguarda cos’è accaduto alla Passat che, sfrenandosi, ha travolto i sei bambini, mentre il secondo, più complicato, è legato alla sicurezza dei luoghi scolastici. Le risultanze della consulenza potrebbero allargare la portata del fascicolo d’inchiesta che, per ora, vede come unica indagata per omicidio e lesioni stradali N.R.B., 38 anni, di nazionalità bulgara. Si tratta della mamma conducente della Passat che aveva parcheggiato l’auto con a bordo il figlio 12enne, nello spazio interno alla scuola, per riprendere altri due figli, gemelli, nell’istituto scolastico. L’automobile, per cause che dovrà stabilire la perizia, si è sfrenata sfondando la rete di recinzione, non ancorata al muro ma a terra, che delimitava il giardino dove i bambini stavano giocando. Sei i bimbi investiti dalla Volkswagen impazzita. Una piccola è stata presa di striscio e cadendo si è procurata una ferita alla testa. Gli altri cinque, invece, sono rimasti incastrati sotto la station wagon. Lo scorso luglio il procuratore della Repubblica del Tribunale per i minorenni dell’Aquila David Mancini ha chiesto l’archiviazione delle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose a carico del dodicenne. Per via della sua età, inferiore ai 14 anni, il bambino non sarebbe comunque imputabile. Restano invece da chiarire eventuali responsabilità a carico di coloro che avrebbero dovuto garantire l’incolumità dei piccoli. Proprio per questi ultimi aspetti non è escluso che l’inchiesta possa allargarsi. L’attività investigativa della squadra Mobile dell’Aquila è coordinata dal sostituto procuratore Stefano Gallo.