«Indennità alla disabile, Inps torni indietro»

7 Ottobre 2016

SULMONA. Sul caso della ragazza che si è vista revocare l’indennità di accompagnamento dall’Inps interviene anche l’Anffas, con la presidente Emanuela Pasquali. L’associazione, che si occupa della...

SULMONA. Sul caso della ragazza che si è vista revocare l’indennità di accompagnamento dall’Inps interviene anche l’Anffas, con la presidente Emanuela Pasquali. L’associazione, che si occupa della tutela dei disabili e dei diritti delle loro famiglie, chiede una decisa retromarcia sulla questione. «Qualcuno ci dovrebbe spiegare in che modo sono tutelati i diritti della persona in questione», interviene Pasquali. «È davvero un paradosso, ma di fatto vengono negati i diritti fondamentali della persona con disabilità». La 25enne sulmonese, affetta da ritardo mentale con sindrome genetica, ha iniziato la sua battaglia legale approdata lunedì in tribunale. Seguita dall’avvocato Catia Puglielli, la ragazza chiede al giudice di poter tornare a godere della mensilità di accompagnamento pari a 290 euro. Nell’udienza il giudice si è riservato la decisione sull’opportunità di nuova perizia, nonostante l’accertamento preventivo del medico legale assegnato al caso (Nunzio D’Orazio) abbia già certificato la necessità di riassegnazione dell’accompagnamento. «La ragazza sarebbe poco disabile per aver diritto all’indennità e poco autonoma per aver diritto ai fondi regionali per la vita indipendente che le sono stati negati lo scorso anno. Inoltre, lei non dispone di un progetto individuale ai sensi dell’articolo 14 della legge 328 del 2000 come del resto la totalità delle persone con disabilità del nostro territorio. Ricordiamo che tale progetto individuale, secondo il recente piano sociale regionale, dovrebbe essere obbligatorio al fine di erogare servizi alla persona disabile. Quindi, anziché partire dalla negazione di un indennizzo economico ricordiamoci che si stanno negando dei diritti incomprimibili». Nel 1998 la giovane sulmonese è stata riconosciuta invalida al 100% con necessità di assistenza continua. Nonostante ciò, la Commissione Inps di Sulmona le ha revocato l’accompagnamento. (f.p.)

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