Indennità del sindaco, è scontro

Castelvecchio Subequo, l’opposizione incalza: «È più alta del dovuto»
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Nel paese diminuiscono i residenti, ma l’indennità del sindaco non si riduce. È questa la vicenda che sta interessando il comune di Castelvecchio Subequo dove l’opposizione ha fatto i conti in tasca al primo cittadino Pietro Salutari.
«Il nostro Comune», affermano i consiglieri di minoranza, Sonia Angelone, Carmine Amorosi, Fidio Bianchi, Andrea Padovani e Berardino Musti, «dal 2015 ha una popolazione sotto i 1.000 abitanti ma il sindaco avrebbe, continuato a percepire l’indennità, almeno per tutto il 2017 e per i primi mesi del 2018, come se fossimo un paese con più di mille residenti». Un mancato adeguamento che avrebbe consentito al primo cittadino di percepire 1.333 euro mensili. Al contrario, per i sindaci dei Comuni sotto ai mille abitanti come Castelvecchio Subequo, l’indennità scende a 893 euro. Come dire che Salutari avrebbe percepito 440 euro in più rispetto al dovuto. «Polemica strumentale e senza contenuto», commenta il sindaco, «sto già riversando i soldi non dovuti».
Intanto, proprio sulle indennità i consiglieri di minoranza avevano proposto l’istituzione di un apposito capitolo per devolvere i soldi in favore di un progetto specifico o di utilità sociale per il paese. Richieste che non sarebbero state prese in considerazione dalla maggioranza. «Il sindaco ha dichiarato che sta già restituendo le somme, ma ad oggi, non c’è un atto amministrativo che evidenzi quanto affermato dal primo cittadino. Tuttavia», conclude l’opposizione, «la restituzione delle somme non può passare come un atto di generosità in quanto si tratta di una cosa dovuta. Ciò perché si tratta di somme percepite illegittimamente». Una questione, questa, sulla qualche mese fa, il consigliere Berardino Musti, aveva presentato anche un’interrogazione. (f.c.)
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