Indennizzi col trucco, in tre nei guai

Il Pm chiude le indagini: nessun danno collegato al sisma per le loro aziende. Nel mirino la validità delle perizie esibite
L’AQUILA. La Procura insiste sulle proprie convinzioni e chiude l’inchiesta a carico di tre persone accusate di avere ottenuto rimborsi indebiti per danni alle loro aziende: un black out elettrico successivo al sisma avrebbe danneggiato irrimediabilmente i beni delle ditte, ovvero computer e altre attrezzature informatiche.
Sotto accusa, con sospetti ancora tutti da dimostrare ci sono due imprenditori,Marco Cipriani di 48 anni,Massimo Iannella(43) e sua moglie Marzia Bafile(39), aquilani.
I reati che il pm Simonetta Ciccarelli contesta al termine delle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Finanza, diretto dal tenente colonnello Sergio Aloia, sono la truffa ai danni dello Stato e il falso. Le ditte sono la Interpark di Cipriani, con sede a Fossa, che ha ottenuto un contributo di 292mila euro; la Adm.eu, amministrata da Massimo Iannella e Marco Cipriani con sede a Sassa che ha ricevuto un bonifico di 133mila euro; Atek Informatica, rappresentata da Cipriani, con sede legale all’Aquila in via Navelli e sede operativa a Fossa, che ha avuto provvidenze per oltre 158mila euro. Si tratta di fondi tramite bando regionale Pos-Fesr 2007-2013. Gli indagati, pertanto, avvalendosi di perizie confezionate ad hoc dal consulente incaricato, ovvero Marzia Bafile, avrebbero istruito «le domande di indennizzo dichiarando fatti non rispondenti al vero, allegando perizie giurate e materiale fotografico non attestanti la reale consistenza dei redditi e dei beni aziendali all’epoca del sisma né il reale stato dei locali e dei beni a seguito del terremoto».
Secondo le indagini della Finanza, però, l’immobile, che si trova a Fossa, non avrebbe subìto alcun danno e nemmeno ci sarebbe stato alcun disservizio sulla rete elettrica con la conseguenza che nessun danno poteva essersi verificato tra i beni aziendali contrariamente a quanto asserito dalle perizie redatte da Iannella. Si allude, ovviamente, a danni ad attrezzature informatiche in seguito a cali e sbalzi di tensione.
Inoltre, l’immobile a Sassa non sarebbe stato sede operativa della ditta Adm.Eu essendo solo l’abitazione coniugale della coppia. I tre sono assistiti dagli avvocati Emilio Bafile e Massimo Carosi.
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