Industria nell’era digitale Un confronto sul futuro

AVEZZANO. Come sarà l’industria del futuro e che ruolo potrà avere la Marsica? Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali la Uilm L’Aquila-Teramo ha cercato di dare risposta chiamando a...
AVEZZANO. Come sarà l’industria del futuro e che ruolo potrà avere la Marsica? Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali la Uilm L’Aquila-Teramo ha cercato di dare risposta chiamando a raccolta il mondo del lavoro all’ex Arssa di Avezzano. Un grande tavolo di confronto con esponenti del sindacato, dell’industria e delle politica. I lavori, che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di Rita Innocenzi (Cgil Abruzzo Molise), Paolo Sangermano (Cisl Abruzzo Molise), Paolo Chiocca (Fiamm), Roberto Monfredini (Euroconic), Francesco De Bartolomeis (Confindustria L’Aquila) e del consigliere regionale Giorgio Fedele, sono stati aperti da Gabriele De Angelis, sindaco di Avezzano, Fabrizio Truono, segretario generale Cst Uil Adriatica Gran Sasso, e Angelo Gallotti, segretario provinciale Uilm L’Aquila Teramo. Piergiorgio Greco, che ha moderato la giornata, è subito entrato nel cuore dell’argomento passando la parola a Fabrizio Famà, manager di LFoundry, secondo il quale «la rivoluzione 4.0 è naturale evoluzione della digitalizzazione e successiva convergenza di tecnologie che abbiamo avuto negli ultimi sessant’anni, da quando Kilby creò il primo circuito integrato». Anche Stefano Fricano, funzionario economico del ministero dello Sviluppo economico, ha illustrato i principali risultati ottenuti dal piano nazionale Industria 4.0, che stanzia 40 miliardi di euro. Confindustria, con Lino Olivastri, coordinatore Digital Innovation Hub Abruzzo, ha sottolineato come questa iniziativa è fondamentale per supportare la trasformazione digitale del sistema produttivo, come ribadito da Raffaele Trivilino, direttore Polo innovazione automotive. «Il tema che noi ci dobbiamo porre non è capire se siamo a favore o contro questa quarta rivoluzione industriale», ha concluso Rocco Palombella, segretario nazionale Uilm, «il vero tema è: quanto del sistema industriale italiano è agganciato e ha le carte in regola per poter affrontare le sfide di un mercato che ormai è globale?». (e.b.)
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