Infermiera accusata di furto, fissata l’udienza

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i fatti avvenuti in ospedale. Indagato anche un uomo
L’AQUILA. Dovrà presentarsi in tribunale il 10 novembre l’infermiera accusata dei furti in ospedale. È la data dell’udienza preliminare a carico di Antonella Plataroti, la 40enne arrestata a marzo con l’accusa di aver derubato alcuni degenti del reparto di Geriatria del San Salvatore. I furti contestati, secondo le indagini condotte dalla polizia e coordinate dal pm Fabio Picuti, sono sei e riguardano la sottrazione ai pazienti di fedi, collane e braccialetti.
Un episodio è stato ritenuto particolarmente grave dagli investigatori. L’anziana derubata, infatti, non avrebbe retto al dispiacere per il furto subìto ed è deceduta. Nei confronti dell’infermiera, dunque, è scattata anche l’accusa di morte come conseguenza di altro delitto. Lei però, al momento della notifica dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, successivamente revocata, pur ammettendo la responsabilità degli altri furti, ha respinto con forza la contestazione relativa alla paziente morta. Nonostante questo, la Procura ha chiesto al gip Guendalina Buccella il rinvio a giudizio di Plataroti anche per il caso su cui l’infermiera non ha fatto ammissioni. Oltre a lei risulta indagato anche il compagno per aver concorso ai furti. Sono stati i parenti delle vittime a presentare alla polizia le prime denunce, sulle sottrazioni degli oggetti preziosi ai loro cari. Gli esposti inizialmente erano contro anonimi, ma successivi riscontri da parte degli agenti della questura hanno concentrato i sospetti sull’infermiera.
Quest’ultima, nel frattempo, era stata trasferita nel reparto Covid, accorgimento preventivo che però non le ha risparmiato l’arresto. Subito dopo l’applicazione della misura disposta dal gip sono emersi anche altri presunti casi di furto nel reparto di Geriatria che però, fino a quel momento, non erano stati denunciati. Una di queste situazioni è stata racconta da Ambrogio De Simone, residente a Milano che nell’agosto dell’anno scorso aveva il padre, originario di Casamaina, frazione di Lucoli, ricoverato al San Salvatore. All’anziano, che aveva 91 anni, è stata sottratta la fede nuziale. Un altro caso è arrivato in tv, su Canale 5, ed è stato riferito da un familiare di un’altra presunta vittima, residente a Roseto, in provincia di Teramo, durante la trasmissione “Pomeriggio cinque”. L’infermiera, assistita dagli avvocati Enrico Marinucci e Francesco Valentini, si è sempre giustificata sostenendo di aver agito perché in stato di necessità. Sarà il gip a decidere se dovrà affrontare il processo e rispondere anche della morte di quell’anziana i cui parenti sono affiancati dall’avvocato Vincenzo Calderoni. (g.d.m.)

