Infiltrazioni mafiose, l’allarme dell’Associazione carabinieri

30 Maggio 2022

L’intervento dopo i sigilli a un immobile dei Casalesi a Pescocostanzo e le parole di Gratteri Marconi: «Malavita ramificata nel tessuto economico e sociale. E c’è la mafia dei pascoli»

SULMONA. «Le associazioni malavitose sono penetrate e ramificate nel tessuto sociale ed economico abruzzese». È quanto denuncia Alessandro Marconi, segretario generale Unarma (Associazione sindacale carabinieri) per l’Abruzzo.
Denuncia che arriva all’indomani del sequestro di un immobile a Pescocostanzo. Bene riconducibile, stando a un’indagine dei finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata e dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Napoli, a un imprenditore legato al clan dei Casalesi, Giuseppe Fontana. Si tratta di un decreto di sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, per un valore di circa 6.500.000 euro, emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. E di infiltrazioni mafiose in Abruzzo aveva recentemente parlato anche il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, rispondendo alle domande degli studenti che lo hanno ascoltato all’interno dell’Auditorium del rettorato dell’università d’Annunzio a Chieti.
Ora la presa di posizione dell’associazione carabinieri. «I recenti fatti giudiziari che hanno riguardato l’Alto Sangro con il sequestro di un immobile, poiché acquisito mediante il riciclaggio di denaro sporco proveniente dalle attività illecite del clan dei Casalesi», sottolinea Marconi, «stanno a testimoniare – semmai ce ne fosse ancora bisogno – quanto le associazioni malavitose siano penetrate e ramificate nel tessuto sociale ed economico abruzzese. A ulteriore conferma si registra che nell’ultimo biennio le inchieste connesse alla cosiddetta mafia dei pascoli hanno portato in Abruzzo all’adozione di 24 misure interdittive antimafia da parte delle prefetture nei confronti delle aziende le cui attività sono state ritenute attribuibili direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata, con una tendenza in aumento del 71% rispetto ai precedenti due anni. L’Abruzzo non può essere più considerata un’isola felice, ma da zona di confine è divenuta a tutti gli effetti territorio di proliferazione di attività mafiose che in questa terra hanno trovato terreno fertile per radicarsi ed ampliare il loro giro d’affari. Proprio nel 2022, in cui ricorre il trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, la segreteria regionale dell’associazione sindacale dei carabinieri Unarma», conclude il segretario Marconi, «esorta a non sottovalutare questi fenomeni e invita le autorità competenti ad adoperarsi affinché l’Abruzzo non venga spogliato di presidi di sicurezza come i tribunali minori (restano a rischio chiusura i palazzi di giustizia di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, ndr), i quali anziché essere soppressi andrebbero potenziati per contrastare il dilagare delle criminalità organizzata». (r.rs.)
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