Infiltrazioni mafiose negli appalti Impresa interdetta dal prefetto

13 Maggio 2020

Il provvedimento è stato notificato alla riapertura dei cantieri dopo lunghe indagini della magistratura Si tratta di una società di costruzioni non abruzzese che opera nel settore pubblico e in quello privato 

L’AQUILA. Anche se per il sindaco si tratta di un dato molto basso, comunque la lunga mano della criminalità organizzata nel grasso paniere della ricostruzione, sia pubblica che privata, c’è.
Infatti il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, ha adottato un provvedimento interdittivo antimafia, lunedì, alla riapertura dei cantieri, per un’impresa impegnata nella ricostruzione dell’Aquila post-sisma 2009 e 2016/17, che opera sia nel settore pubblico, sia in quello privato.
È il 51esimo provvedimento prefettizio che viene adottato nei confronti di una società di costruzioni, negli undici anni dal terremoto. In realtà il tempo è minore, perché undici sono gli anni trascorsi da quel 6 Aprile 2009, ma in verità la ricostruzione è iniziata diverso tempo dopo.
Le prime avvisaglie di interventi della malavita organizzata tra le maglie della ricostruzione, soprattutto pubblica – dove gli appalti sono certamente molto più consistenti del settore privato – si sono avute già con la giunta dell’ex sindaco Massimo Cialente, il quale ha dovuto combattere con ogni mezzo contro le ingerenze della criminalità negli appalti.
Il provvedimento di queste ore del prefetto, non fa altro che confermare che la minaccia è tutt’altro che svanita. D’altronde, non si può non pensare a tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata – sia essa mafia, camorra, ’ndrangheta o sacra corona unita o tutte insieme – in una “affare” da oltre 30 miliardi di euro. Ed è per questo che la magistratura e le forze dell’ordine sono sempre sul chi vive.
E questa volta, per la 51esima volta, è stata portata alla luce un’attività che potrebbe far presumere infiltrazioni malavitose negli appalti.
È ovvio che tutto sarà da dimostrare in sede penale, nei confronti della società colpita dal provvedimento. Ma intanto c’è più che un sospetto.
Per il momento dell’impresa oggetto del provvedimento del prefetto Torraco, si sa soltanto che non è aquilana e neppure abruzzese.
«Il provvedimento è giunto al termine di un intenso lavoro istruttorio, frutto di una proficua sinergia tra la Prefettura, le forze dell’ordine territoriali e la Dia (Direzione Investigativa Antimafia)», ha comunicato il prefetto Torraco in una nota diffusa ieri, «e si inquadra anche nell’ottica della legalità nella ripresa delle attività connesse ai lavori nei cantieri. Sul tema delle misure preventive di contrasto ai tentativi di penetrazione criminale nel processo di ricostruzione, continuano peraltro le riunioni del gruppo di lavoro tematico Lavori pubblici e infrastrutture, coordinate dal vice prefetto Emanuele D’Amico».
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