Ingegnere trovato morto in casa Due le ipotesi: malore o incidente

Carlo Fraioli aveva 72 anni: l’allarme lanciato dai vicini che hanno sentito un tonfo nell’abitazione Il professionista molto conosciuto nella Marsica: aveva insegnato al Majorana e lavorato all’Italtel
AVEZZANO. È stato trovato in casa senza vita dopo l’allarme lanciato da una vicina. Carlo Fraioli, noto professionista di Avezzano, potrebbe essere stato colto da un malore per poi cadere. Aveva 72 anni ed era molto conosciuto in città. I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio.
l’allarme dai vicini
La tragedia è avvenuta ieri mattina intorno alle 7.30, quando un’inquilina del palazzo, che vive al piano sottostante l’abitazione dell’ingegnere, ha sentito un forte tonfo e si è subito preoccupata. Così si è rivolta a un’altra vicina di casa e insieme hanno cercato di contattare il 72enne telefonicamente. Non ricevendo alcuna risposta, le preoccupazioni e le supposizioni si sono fatte più concrete e a quel punto, senza tergiversare, hanno deciso di chiedere l’intervento delle forze dell'ordine. Così hanno lanciato l’allarme e in pochi minuti sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Avezzano, guidati dal comandante Luca Montanari, e una pattuglia dei carabinieri della locale stazione. È stata così aperta la porta d’ingresso e i soccorritori hanno trovato Fraioli a terra privo di vita, nel bagno dell’abitazione. È stato richiesto anche l’intervento di un’unità medica, ma si è subito capito che per lui non c’era più niente da fare. Potrebbe essere stato un malore a stroncare la vita del noto ingegnere avezzanese, che poi, cadendo, avrebbe battuto la testa. Ma non si esclude neanche che possa essere scivolato.
professionista conosciuto
Il professionista era molto conosciuto in città e nella Marsica. All’inizio della sua carriera aveva insegnato all’istituto tecnico industriale Majorana di Avezzano, poi era stato assunto come dirigente all’Italtel. Aveva lavorato anche per altre aziende e società ricoprendo sempre ruoli di grande responsabilità. Successivamente, dopo le vicissitudini dell’azienda multinazionale, aveva deciso di intraprendere l’attività di progettista edile e industriale aprendo uno studio privato. Aveva perso la moglie diversi anni fa e per lui era stato un duro colpo, visto che era molto legato a lei e alla famiglia. Per lui i valori fondamentali della vita erano la famiglia e il lavoro. Lascia un figlio, Giuseppe, anche lui ingegnere. Era un uomo molto estroverso, stimato sia per le doti professionali sia per quelle umane. Amava conversare, con i tanti amici, di politica e dei temi d’interesse sociale e nazionale, spesso critico nei confronti della sinistra italiana.
il ricordo dell’amico
«Anche ieri mattina dovevamo vederci verso le 9», dice Mario Frigioni, ex sindaco di Ortucchio e suo caro amico. «Era una consuetudine, passavamo un po’ di tempo insieme per prendere un caffè al bar Conca d’oro e scambiare qualche parola. Quando ho saputo quello che era successo mi è caduto il mondo addosso. Era una persona con cui si stava bene, stimata, di cultura, intelligente. Aveva una grande conoscenza anche del territorio e trascorrere del tempo insieme tra amici era sempre piacevole. Mancherà molto a tutti». La salma è stata messa a disposizione di familiari e amici nella casa funeraria Rossi di Avezzano in attesa delle esequie che avranno luogo oggi alle 17 nella chiesa di San Rocco. La salma riposerà nel cimitero di Antrosano, come il professionista avrebbe voluto, vicino a quella della moglie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

