Ingresso e trasporto rifiuti Inchiesta della Procura

Sopralluogo della Forestale e dei tecnici dell’Arta alla discarica di Sante Marie Sul posto anche i carabinieri del nucleo ecologico ambientale di Pescara
SANTE MARIE. La Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti nell’impianto di Sante Marie.
L’altra mattina, nella discarica per rifiuti non pericolosi (rifiuti solidi urbani) gestita dalla Segen, la società pubblica al 100% (che serve Sante Marie, Balsorano, Canistro, Capistrello, Castellafiume, Civita D’Antino, Civitella Roveto, Luco dei Marsi, Morino, San Vincenzo Valle Roveto e Tagliacozzo) sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Pescara, supportati dai militari del posto.
Nella discarica però c’erano già a lavoro diversi agenti del Corpo forestale dello Stato, insieme ai tecnici dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente). Carabinieri e Forestale si sono mossi autonomamente, in base a due attività investigative differenti.
La Forestale è arrivata all’impianto della Segen come titolare della delega avuta dalla procura della Repubblica di Avezzano, per indagare sulla gestione dei rifiuti che escono da Sante Marie per essere trasportati in un’altra discarica per la lavorazione finale.
La discarica sarebbe in “blocco tecnico” dal 22 dicembre scorso, non sta dunque lavorando i rifiuti. Quindi, secondo la legge, i rifiuti possono giacere solo per un lasso ben delimitato di tempo. Il compito degli agenti, dunque, supportato dal lavoro degli operatori dell’Arta che hanno prelevato campioni, sarebbe quello di ricostruire “a ritroso” la giacenza e il trasporto dei rifiuti.
I camion compattatori della Gea, che fa capo a Francesca Maria Siciliani, ex sindaco del Comune di Balsorano, già finita nella turbolenta inchiesta della Procura teramana sullo stabilimento del Cirsu (che si trova in una frazione di Notaresco in provincia di Teramo), fino alla fine dello scorso anno trasportavano i rifiuti fuori provincia ed è proprio su questo che la Forestale sta facendo luce. I rifiuti, infatti, potrebbero essere rimasti in giacenza più a lungo di quanto permesso e quindi potrebbero aver causato inquinamento.
Le indagini sono ancora in corso e quindi le accuse sono ancora tutte da dimostrare.
Gli uomini del Noe pescarese, invece, sarebbero arrivati a Sante Marie, su un esposto presentato ai carabinieri locali. Persone del posto avrebbero lamentato la presenza di grandi quantità di rifiuti, lasciati a giacere da diversi giorni. Un blitz dello stesso reparto, nell’impianto era già scattato a marzo del 2015, su un esposto anonimo che segnalava la fuoriuscita di percolato (liquido tossico prodotto dai rifiuti). In quell’occasione scattò la denuncia del procuratore speciale della Segen.
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