Inquilini case popolari Appello al prefetto Alecci

L’AQUILA. Non si ferma la mobilitazione degli inquilini delle case popolari. Dopo il sit in della settimana scorsa di fronte alle abitazioni lesionate in via Amiternum, gli assegnatari e i...
L’AQUILA. Non si ferma la mobilitazione degli inquilini delle case popolari. Dopo il sit in della settimana scorsa di fronte alle abitazioni lesionate in via Amiternum, gli assegnatari e i proprietari si sono ritrovati ieri mattina davanti alla prefettura dell'Aquila in corso Federico II per protestare sui ritardi della ricostruzione delle case popolari. Gli inquilini hanno richiesto un incontro con il prefetto Francesco Alecci. Il coordinamento ha stilato un documento destinato proprio alla Prefetto, alla Procura della Repubblica dell'Aquila e alla Procura regionale della Corte dei conti, nel quale si chiede con forza la creazione di un cronoprogramma per la ricostruzione delle case popolari. In particolare il documento denuncia la situazione di stallo nella ricostruzione, evidenziando la latitanza di Ater e del Comune e l'abbandono completo in cui versa il patrimonio delle case popolari lesionato dal sisma del 2009. In particolare, il coordinamento degli assegnatari e proprietari Erp in una nota ricorda che la stessa Ater per operare con tempestività aveva a suo tempo richiesto una delega specifica agli inquilini, denuncia la latente tentazione di espellere gli assegnatari dai quartieri più baricentrici per abbandonarli nelle più periferiche aree del piano Case. Nel documento viene inoltre denunciata la evidente sperequazione dei proprietari che essendo ricompresi in condomini a maggioranza Ater a tutt'oggi non riescono ad accedere ai finanziamenti per poter rientrare nei loro alloggi. Per questo, il coordinamento chiede un impegno diretto del Prefetto dell'Aquila per coordinare gli enti interessati (Cipe, Ater, Comune, Usra e Provveditorato opere pubbliche) per definire entro 30 giorni un cronoprogramma quinquennale economicamente supportato. Il coordinamento assicura «un costante monitoraggio» riservandosi «eventuali e più eclatanti manifestazioni in caso di atteggiamenti elusivi e dilatori da parte degli altri enti». (r.p.)

