Insediamento Accord, tempi lunghi

3 Settembre 2015

Slitta ancora la cessione da parte del Comune degli spazi all’interno dell’ex Italtel

L’AQUILA. Slitta la cessione degli spazi, all’interno dell’ex Italtel, in cui dovrà insediarsi l’Accord Phoenix. L’atto, già ritirato dall’ordine del giorno della seduta del consiglio comunale del 24 agosto per motivi tecnici, non è stato discusso neanche nell’assise di lunedì. Pesa la mancanza, in seno alla giunta, dell’assessore alle Attività produttive, dopo che il sindaco Massimo Cialente ha dimissionato Giancarlo Vicini.

In attesa di vedere chi sarà il suo successore, si allungano i tempi per l’approvazione del provvedimento di verifica delle aree e dei fabbricati da destinare ai nuovi insediamenti: un passaggio fondamentale, per l’avvio del nuovo sito per lo smaltimento dei rifiuti elettronici, dove saranno ricollocati 120 ex dipendenti del polo elettronico.

L’immobile che dovrà ospitare la fabbrica è di proprietà in parte del Comune e in parte dell’ex Finmek: in base a quanto stabilito da Invitalia, che ha autorizzato il contributo pubblico di 10,7 milioni di euro, l’Accord Phoenix deve acquistare gli spazi e adeguarli entro sei mesi. «Il commissario Gianluca Vidal» spiega Clara Ciuca della Uilm «ha provveduto a informare il ministero competente della volontà di procedere alla pubblicazione dell’avviso per le manifestazioni d’interesse, a cui dovrà rispondere l’Accord. Ma senza l’atto di cessione del Comune, non potranno prendere il via i lavori di ristrutturazione del capannone, dove vanno installati i macchinari provenienti dalla Germania. Ci auguriamo che la situazione di impasse, con la nomina del nuovo assessore alle Attività produttive, si risolva in breve tempo». Settembre si annuncia un mese decisivo, per le due vertenze occupazionali più urgenti: «Attendiamo per la metà del mese» aggiunge Ciuca «due importanti convocazioni: quella da parte dei vertici dell’Accord Phoenix, che devono illustrarci i prossimi passaggi, in vista del piano di ricollocamento degli ex dipendenti del polo elettronico, e poi il tavolo con la Framiva Metalli di Varese, che ha rilevato l’ex Otefal. Anche in questo caso, dopo la riassunzione dei primi 23 operai, che dovrebbero diventare 50 entro la fine dell’anno, vogliamo conoscere nel dettaglio il piano industriale. Sappiamo che prima di affidare a un partner il reparto di verniciatura, la nuova proprietà sta cercando di risolvere il problema dei macchinari oggetto di leasing».

Romana Scopano

©RIPRODUZIONE RISERVATA