Insulti a giudici e avvocato, 50 denunce

Il legale di Jarrar Ayoub: mi sto attivando affinché il risarcimento alla famiglia della giovane Sara Sforza avvenga a breve
AVEZZANO. Scatta la denuncia supplementare contro i cosiddetti “leoni da tastiera” protagonisti della lunghissima serie di insulti e minacce su Facebook all’indomani della concessione degli arresti domiciliari al 25 anne Jarrar Ayoub, accusato di omicidio stradale per l’incidente che causò la morte della giovane Sara Sforza (23) di Aielli: il difensore dell’extracomunitario, l'avvocato Leonardo Casciere, insultato e minacciato sul web, ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica contro una cinquantina di persone per diffamazione, minacce gravi, odio razziale, violenza privata e stalking.
«Quelle persone», afferma Casciere, «dovranno rispondere di fronte alla legge di quei violenti attacchi nei confronti di un avvocato che ha l’obbligo costituzionale di difendere qualsiasi imputato, a prescindere dal tipo di reato contestato, a meno che non ci siano motivi di incompatibilità. Poiché nella difesa di Ayoub non esistono, a meno che non si voglia vedere l’incompatibilità nella razza, diversa dalla nostra, avevo l’obbligo morale e giuridico di assumere la difesa». La scelta ha scatenato reazioni in stile Far West sulla rete. «Le aggressioni alla mia persona, al procuratore della Repubblica e al gip», aggiunge Casciere, «hanno mostrato una forma evidente di odio razziale, appartenendo l’imputato a una religione diversa e a uno stato extracomunitario. Quindi, tutti coloro che, senza criterio, hanno aggredito il sottoscritto e gli altri, dovranno pagare per quelle loro azioni sconsiderate. Ciò non significa che io non abbia sentimenti di solidarietà nei confronti della famiglia della vittima, per la quale mi sto attivando affinché il risarcimento dei danni avvenga nel più breve tempo possibile. Fermo restando che ciò non potrà giustificare, né lenire il dolore per la perdita della giovane figlia, per una tragedia che ha colpito i sentimenti e l’animo di tutti. La difesa, però, è sacra e inviolabile. Per tutti». Ora il fascicolo aperto d’ufficio dalla Procura di Avezzano, guidata da Andrea Padalino, dopo i pesanti insulti e le minacce ai giudici diffusi in rete da centinaia di persone che inneggiavano alla “giustizia sommaria” per la concessione degli arresti domiciliari all’extracomunitario, dopo quasi due mesi di carcere, quindi, si è arricchito. Poi il dossier con le centinaia di persone individuate sarà girato alla procura di Campobasso competente per i procedimenti che vedono i giudici in qualità di parte offesa o indagati.
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