Insulti al Papa, altre richieste di dimissioni

28 Dicembre 2020

Le scuse del neo-assessore De Cesare non bastano a placare le polemiche sul post contro il pontefice

AVEZZANO. Non bastano le scuse per “lavare l’onta degli insulti” a Papa Francesco: si allunga la lista di chi, nonostante le scuse con assunzione di responsabilità del neo-assessore, Lorenzo De Cesare, scivolato sul “post infamante” contro il pontefice, spinge per il passo indietro. Il Movimento cristiano lavoratori e Avezzano bene comune, seppur su sponde opposte, reclamano le dimissioni o la revoca dell’assessore. «Condanniamo fermamente», affermano Sergio Venditti (presidente Mcl Abruzzo & Molise) e Marco Boleo (presidente Avezzano), «il gesto offensivo per il Santo Padre, Papa Francesco e per tutta la comunità cattolica. In questo anno, segnato drammaticamente dalla pandemia, non si sentiva certo il bisogno di un “pensiero debole” di un assessore comunale, con le sue gravissime offese al Santo Padre, nel giorno di Natale». Il Movimento cristiano lavoratori, quindi, «stigmatizza queste farneticazioni blasfeme a tutti i livelli che per la loro gravità sono incompatibili con l’incarico pubblico. Gli uomini delle istituzioni», sottolineano Venditti e Boleo, «hanno come primo dovere quello di rappresentare tutti i cittadini, tra i quali i tanti cristiani, che sono da sempre in prima linea per combattere le ingiustizie e le vecchie e nuove povertà, lievitate al tempo del Covid. Per questo risultano intollerabili questi attacchi scomposti, con un linguaggio approssimativo e confuso, come definito dalla nostra stessa diocesi di Avezzano». Un atto che per Mcl non può chiudersi con le sole scuse di De Cesare. «Sollecitiamo una posizione ferma e coerente da parte del sindaco Gianni Di Pangrazio», concludono, «di cui è nota la sensibilità umana e religiosa del tutto incompatibile con siffatta presenza nella giunta comunale». Passo indietro sollecitato pure da Avezzano bene comune. «Quanto scritto dall’assessore De Cesare», sostengono i dirigenti, «ci vede, come Avezzano bene comune, profondamente distanti, tanto nella forma quanto nella sostanza. Non sono sufficienti le sue scuse: ne chiediamo, inevitabilmente, le dimissioni». Più duro don Aldo Antonelli che, in una lettera inviata al sindaco, tuona: «Il vergognoso messaggio che un assessore, di sua nomina, ha postato su internet il giorno di Natale, oltre a offendere il sottoscritto e migliaia di altri cittadini, danneggia e infetta dal di dentro anche l’istituzione municipale, la città e la Marsica. Sotto accusa non è solo la forma sgrammaticata del messaggio, ma le accuse del tutto immotivate a quella che è la massima istituzione morale e spirituale al mondo. Come può accettare di mantenere come collaboratore un personaggio di cotanta specie? Ci pensi bene, signor sindaco, e provveda quanto prima per un ritorno al gradino minimo di dignità per la sua politica e la nostra città. Consapevole che non si fa politica con la morale, ma neppure senza. Diversamente dovrà ritenersi responsabile dell’affossamento della città in una talassemia concettuale ed etica senza rimedio». Non si placano, quindi, le polemiche per il post contro il Papa, poi rimosso dalla pagina social dell’assessore. E il ravvedimento, con tanto di scuse dopo il richiamo del sindaco, per molti in città non può bastare a cancellare gli insulti.(m.s.)
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