Intecs, ex ricercatori senza prospettive

Allarme tra i sindacati: «Il tempo passa e l’incontro con l’assessore regionale Febbo non si fa». E i lavoratori sono sfiniti
L’AQUILA. Ci sono i soldi, ci sono i progetti, c’è l’impresa. Ma l’operazione di ricollocazione degli ex ricercatori della Intecs è ferma al palo. Il protocollo d’intesa siglato lo scorso 4 febbraio in Regione, con la regia dell’ex vicepresidente Giovanni Lolli, è rimasto un documento tra i tanti: ben 23 pagine di accordi sottoscritti da tutti gli attori interessati, a cui si deve dar seguito. La richiesta d’incontro con il nuovo assessore regionale alle Attività Produttive Mauro Febbo è ferma e tra i lavoratori licenziati a dicembre del 2017, ormai senza alcun reddito, la tensione è palpabile. Ieri si sono riuniti in assemblea, nella sede della Cgil, e poi hanno incontrato la stampa, per lanciare l’ennesima richiesta di aiuto. Al loro fianco, il segretario regionale della Fiom Alfredo Fegatelli, il segretario provinciale Elvira De Sanctis e le Rsu Carlo Strinella e Umberto Innocente. «La situazione è veramente difficile», ha ribadito De Sanctis, «perché gli accordi continuano a restare lettera morta e i lavoratori, dopo aver aspettato il tempo necessario all’insediamento della nuova giunta regionale, sono sfiniti. La domanda è: perché l’operazione non decolla? Non c’è la volontà politica? E cosa stanno facendo le aziende coinvolte, a partire dalla Thales Alenia Space? Deve esserci un’assunzione di responsabilità, non si può più rimandare». Il protocollo d’intesa, nelle premesse, apriva prospettive concrete: nell’ambito del programma nazionale della Space Economy la Regione Abruzzo ha investito 10 milioni di euro e l’accordo tra la Thales e la Forender 24, una nuova azienda nata nel Tecnopolo, potrebbe portare alla ricollocazione di almeno 30 unità, attingendo al bacino degli ex ricercatori Intecs. Lo stesso percorso è stato proposto anche a Telespazio e Leonardo e nel progetto sono stati coinvolti il Gssi, l’Infn e l’Università, con l’utilizzo di altre 15 unità. «Al momento della sottoscrizione», ha ricordato Fegatelli, «a Confindustria è stato affidato il ruolo di cabina di regia. Purtroppo, a oggi, né la Thales Alenia Space, né l’Unione degli Industriali, il cui presidente è un dirigente Thales, stanno ottemperando agli impegni. Sembrerebbe che si stia organizzando un incontro tra l’assessore Febbo e i vertici Thales: noi vogliamo essere ricevuti prima, per evitare che l’azienda vada a battere cassa senza aver risolto il problema degli ex ricercatori». Diventa fondamentale il tavolo regionale, come sottolineato dalle Rsu. Intanto i lavoratori rilanciano l'appello per trovare un camper o una roulotte, per riprendere il presidio davanti a Palazzo Silone: «Il problema è che deve trattarsi di un mezzo targato, revisionato e assicurato in quanto stazionerebbe su suolo pubblico, pena la rimozione e il sequestro. Abbiamo un piccolo fondo cassa con il quale pagare in parte le spese».
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