Intecs, i 60 licenziati: rispettate gli accordi

Gli ex ricercatori accusano Thales e l’allora dirigente Podda: «Sparito il piano concordato per le nostre ricollocazioni»
L’AQUILA. Una lettera aperta, per chiedere all’amministratore delegato di Thales Alenia Space Donato Amoroso di onorare gli impegni presi. A scriverla, sono i 60 ricercatori della ex Intecs, licenziati a dicembre del 2017 e da due anni in attesa di essere ricollocati. La missiva è stata inviata anche al presidente della Regione Marco Marsilio, all'assessore regionale al lavoro Mauro Febbo e all’ex vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, che è stato l’artefice dell’accordo per il reintegro dei lavoratori nell’ambito del piano nazionale della Space economy, su cui la Regione Abruzzo ha investito 10 milioni di euro.
La nota è stata inviata per conoscenza anche a Roberto Romanelli, amministratore delegato di Forender 24, la start up nata nel Tecnopolo d’Abruzzo per reinserire gli ex ricercatori, grazie a servizi forniti alle aziende del territorio in grado di rispondere ai bandi nazionali. Il ruolo principale doveva essere quello della Thales Alenia Space, firmataria lo scorso febbraio del protocollo d’intesa a palazzo Silone. I ricercatori ripercorrono la lunga e complicata vertenza che li vede protagonisti, ricordando che ad oggi, a causa delle negligenze della Intecs, «molti sono senza reddito, perché non hanno avuto il Tfr e l’indennità di mancato preavviso. Per non parlare del percorso tortuoso per attivare la Naspi, ossia l’indennità di disoccupazione. Attualmente non tutti la percepiscono e ad alcuni lavoratori l’Inps ha richiesto indietro gli importi erogati. Hanno sbagliato le buste paga e i Cud, creando difficoltà anche per le denunce dei redditi».
Quindi viene chiamata in causa la Thales, ripercorrendo la strada tracciata con il dirigente Riccardo Podda, ora presidente di Confindustria.
«Da quando è cambiata la giunta regionale», sottolineano i ricercatori, «la Thales e in particolare Podda sono completamente spariti e non sappiamo più nulla del percorso concordato e degli impegni presi. Sappiamo che a breve verrà aggiudicato il bando e che la Regione ha approvato una delibera con allegati tutti gli atti del percorso: avendo riscontrato che è stato firmato un pre-accordo, chiediamo di capire perché da mesi non abbiamo più contatti con una società che ha chiesto e ottenuto i finanziamenti della Regione».
« Riteniamo tale atteggiamento lesivo nei nostri confronti, anche perché la Regione, convinta di risolvere la nostra situazione attraverso i vostri impegni, ha abbandonato altri percorsi che potevano costruire delle opportunità. Infine, rimane la nostra delusione», concludono i ricercatori, «perché un’azienda importante come la Thales non ha dimostrato coerenza e affidabilità».
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