Intecs, la Cassazione: i 63 addetti licenziati in modo illegittimo

1 Agosto 2023

L’AQUILA. La Cassazione conferma l’illegittimità del licenziamento di massa dei 63 ricercatori della Intecs all’Aquila, avvenuto a dicembre del 2017 e seguito una lunga mobilitazione messa in campo...

L’AQUILA. La Cassazione conferma l’illegittimità del licenziamento di massa dei 63 ricercatori della Intecs all’Aquila, avvenuto a dicembre del 2017 e seguito una lunga mobilitazione messa in campo dai lavoratori aquilani, con un presidio permanente di 15 mesi davanti a palazzo Silone, sede della Regione. Non potranno recuperare le somme dovute, visto che nel frattempo l’azienda è fallita, ma la vertenza si chiude con una vittoria almeno sul fronte legale. E, come ricorda la Fiom-Cgil, si tratta di un successo anche nei confronti dell’Inps, che a suo tempo aveva bloccato la Naspi e richiesto indietro quanto già percepito. La Intecs, azienda con sede principale a Roma, operava nei mercati di spazio, ambiente e territorio, difesa e telecomunicazioni, e aveva rilevato a settembre del 2011 il laboratorio Technolabs, attivo nel polo elettronico. «Le sentenze di Cassazione di questi giorni», spiega il segretario provinciale della Fiom Cgil Elvira Simona De Sanctis, «mettono la parola fine alla vicenda dei 63 ricercatori licenziati da Intec spa, azienda guidata da Massimo Micangeli e Marco Casucci e attualmente in fallimento. Il licenziamento fu illegittimo. Ci sono voluti più di 5 anni, ma grazie al lavoro imponente e attento del legale della Cgil Francesca Ramicone, che ha rappresentato la gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori, è stato smontato il castello di falsità costruito da un’azienda priva di visione che ha tentato in tutti i modi di mettere in discussione la competenza e la professionalità dei ricercatori del sito aquilano per poterne perpetrare il licenziamento, peraltro evidentemente controproducente visto il successivo fallimento dell’azienda». (r.s.)
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