«Interessi illegittimi», Bper condannata

Il giudice accoglie il ricorso di una correntista cui verranno restituiti 10mila euro. Decisiva la relazione di un perito
L’AQUILA. Il tribunale ha condannato la Banca popolare dell’Emilia Romagna a pagare quasi 10mila euro a favore di una correntista, l’avvocato Cristiana Burgamazzi (che tra l’altro è specializzata in procedure di sovrindebitamento) oltre agli interessi legali. La banca è stata condannata anche alle spese di lite. La professionista, in relazione a un contratto di conto corrente di corrispondenza, acceso molti anni fa, aveva dedotto delle anomalie finanziarie e, in particolare, il calcolo illegittimo degli interessi, il superamento del tasso di soglia e le commissioni di massimo scoperto applicati dalla banca. Ha poi chiesto di accertare e rideterminare queste somme e di condannare la parte resistente alla restituzione della somma eccedente «indebitamente percetta oltre agli interessi». La banca si è costituita e ha sollevato varie eccezioni anche nel merito.
Lo studio contabile del consulente tecnico sembra essere la base su cui poggia la decisione del giudice onorario civile Annarita Giuliani. «Trattandosi di un contratto risalente al 1996», motiva il giudice, «e in presenza di illegittima capitalizzazione degli interessi ivi prevista questa avrebbe dovuto subire un adeguamento alla delibera Cicr del 2000 che, invece, non vi è stato. Pertanto poiché è illegittima la capitalizzazione degli interessi prevista dal contratto e poiché è illegittimo il mancato adeguamento della delibera, il Ctu dal saldo debitorio ha legittimamente detratto gli addetti a titolo di capitalizzazione degli interessi anche successivamente al 30 giugno 2000. Quanto ai tassi, la ricostruzione ha visto correttamente l’applicazione di variazioni di tasso migliorative». «Mentre come detto», scrive ancora il giudice, «risultano accertati gli esiti dell’anatocismo e l’illegittima applicazione della capitalizzazione trimestrale e della commissione di massimo scoperto, non risulta che siano stati applicati tassi usurari alla cliente».
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