Interinali Asl, ok a proroga per 350 addetti

1 Maggio 2020

La Cgil esulta: il manager ci ha rassicurato sull’intenzione di avviare le procedure per i concorsi

L’AQUILA. Una buona notizia nel giorno della festa dei lavoratori. Saranno prorogati i contratti al personale in somministrazione dell’Asl. La proroga sarà di due mesi e dal manager Roberto Testa sono arrivate rassicurazioni anche in merito al percorso da avviare per risolvere il problema della precarietà all’interno dell’azienda sanitaria.
Lo rendono noto il segretario generale della Cgil Francesco Marrelli, il segretario Fp-Cgil Anthony Pasqualone e il segretario Nidil Cgil Andrea Frasca. Soddisfatto anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, che si era mosso con i sindacati per evitare che i circa 350 lavoratori interinali fossero mandati a casa. «Auspichiamo che le rassicurazioni fornite del direttore Testa», dicono Marrelli, Pasqualone e Frasca, «valgano per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori impegnati nella Asl in regime di somministrazione. Dagli operatori socio-sanitari, agli infermieri, al personale amministrativo e al personale del Cup». Agli interinali, che in molti casi lavorano nell’Asl da oltre 10 anni, potrebbe essere riconosciuta anche una premialità nelle procedure che saranno espletate: «Testa», aggiungono i sindacati, «ha affermato che in questo periodo di emergenza sanitaria si debbano unire gli sforzi e, in vista anche della ripresa delle attività ordinarie, si debba concordare un piano di riorganizzazione della struttura in un’ottica di miglioramento dei servizi e di una gestione più accurata delle risorse umane che soffrono di uno squilibrio nel territorio provinciale». La Cgil continuerà a vigilare sull’intero percorso: «Con il manager Asl», sottolineano i sindacalisti, «abbiamo concordato sulla necessità di un riconoscimento del valore delle professionalità acquisite e dimostrate da tutti i lavoratori in somministrazione, impegnati oggi anche sul fronte dell’emergenza. Non si dimentichi che l’attuale problematica legata alla precarizzazione di una cospicua parte della pianta organica dell’Asl 1, affonda le radici nel post-sisma 2009 e che la Cgil ha sempre cercato un’interlocuzione con i governi regionali che si sono succeduti, per superare questa fase, nella logica della salvaguardia dell’occupazione e della qualità del lavoro e delle professionalità». Di «battaglia vinta e pericolo scongiurato» parla Pietrucci: «Grazie alla Cgil che come me ha portato avanti da subito questa battaglia di civiltà. Grazie anche al manager Asl che, a seguito dell’incontro con i sindacati e a seguito di interlocuzioni con i capi dipartimento, ha compreso le ragioni della scelta folle che si stava facendo. Vigileremo insieme, affinché alle rassicurazioni seguano i necessari atti deliberativi e si arrivi con celerità ad una riorganizzazione, che dev’essere orientata al miglioramento dei servizi e alla continuità occupazionale e professionale».
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