Interporto pronto ad accogliere fino a 2mila profughi dall’Ucraina

3 Marzo 2022

La struttura regionale alle porte della città potrebbe fare da primo centro di ristoro e smistamento  Si aspetta l’ok del Viminale. Casinghini (Protezione civile): «L’Abruzzo preparato per fare la sua parte»

AVEZZANO. L’Interporto di Avezzano apre i cancelli a una nuova crisi umanitaria ed è pronto ad accogliere i profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. La struttura alle porte di Avezzano è stata inserita nella rete nazionale di accoglienza come hub temporaneo di ristoro e smistamento. Può ospitare fino a 2mila persone. Solo sei mesi fa nel piazzale dell’Interporto era stato allestito un maxi campo profughi per ospitare la popolazione scappata di tutta fretta dall’Afghanistan caduto in mano ai telebani dopo la “ritirata” delle truppe americane. Grazie a 88 voli della speranza in 15 giorni l’Italia era riuscita a mettere in salvo 4.900 afghani (1.453 bambini e 1.301 donne). Erano stati 1.330 i rifugiati arrivati da Kabul ad Avezzano, passando per l’aeroporto di Fiumicino. L’Interporto aveva aperto i battenti il 26 agosto con l’arrivo dei primi 431 profughi. Il campo era stato chiuso i primi di settembre. Questa volta a far scattare una nuova crisi umanitaria è stato l’attacco militare sferrato da Putin all’Ucraina di Zelens’kyj. Le modalità di accoglienza dei civili in fuga dalle bombe russe saranno ricalcate sul modello afghano: nel piazzale dell’Interporto i volontari della Protezione civile e della Croce Rossa erano riusciti ad allestire in tempi record una tendopoli in grado di ospitare fino a 2mila rifugiati. Quattro i campi montati, tra i 200 e i 250 posti ciascuno, oltre a una struttura più grande, la cosiddetta tenda sociale, sede della mensa e di altre attività comuni e a un posto medico avanzato. Ora la Regione, proprietaria della struttura, aspetta di ricevere istruzioni dal ministero dell’Interno. Al momento l’Italia sta ampliando i propri sistemi di accoglienza per 8mila posti. Probabilmente si tratta solo di un primo passo: la sensazione è che questa emergenza umanitaria sarà più lunga della precedente, con un numero di rifugiati nettamente maggiore. «L’accoglienza della popolazione ucraina è in carico al Viminale che opera sul territorio attraverso le prefetture», spiega il dirigente dell’agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casignhini, «l’Interporto di Avezzano è stato messo a disposizione delle strutture nazionali così come per l’emergenza in Afghanistan. In questo momento si sta osservando come evolve il fenomeno per attuare le risposte necessarie. La struttura della Marsica potrebbe fare da polmone: ovvero essere utile per una sosta di breve tempo» aggiunge, «in questo caso non è da sottovalutare la variabile climatica: la precedente operazione di accoglienza avvenne tra le fine di agosto e i primi di settembre. Nel caso dell’arrivo dei profughi ucraini all’Interporto dovremmo organizzare una risposta adeguata: le temperature del periodo ci impongono di montare tende riscaldate, con un maggiore dispendio di energia per alimentare la tendopoli. Ad ogni modo», conclude Casinghini, «l’Abruzzo c’è ed è pronto a fare la sua parte anche il questa nuova emergenza umanitaria. Siamo in attesa di istruzioni da parte del ministero». Al momento non ci sono ancora notizie certe circa le date e i numeri degli arrivi, ma ci si aspetta soprattutto donne e bambini. Dello stesso parere anche il sindaco facente funzione di Avezzano, Domenico Di Beradino: «l’amministrazione comunale è sempre pronta per accogliere. Rispondiamo sì a questa nuova emergenza e faremo quanto necessario per il rispetto della dignità umana». Oltre all’aspetto logistico, un eventuale campo di accoglienza per i rifugiati ucraini dovrà tenere conto anche di altre problematiche affrontate l’altro giorno nel corso di una riunione in prefettura. In particolare i dirigenti dell’Asl hanno evidenziato «le problematiche connesse al rispetto delle normative Covid vigenti e al successivo inserimento dei cittadini nel sistema di assistenza di medicina generale», mentre i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno garantito «le operazioni di sicurezza per quanto attiene ai previsti controlli al momento dell’arrivo dei cittadini ucraini sul territorio provinciale». Infine il prefetto ha garantito la massima disponibilità sul coordinamento di tutte le operazioni.
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