Interporto tagliato fuori dai fondi: «La Marsica resta a bocca asciutta»

7 Dicembre 2021

Oltre 62 milioni di euro destinati alle infrastrutture dell’Abruzzo dalla conferenza Stato-Regioni Centro giuridico del cittadino: i rappresentanti del territorio dovevano vigilare sui finanziamenti 

AVEZZANO. «Dimentichiamoci ancora una volta l’attivazione dell’interporto della Marsica lasciato fuori dai fondi assegnati per le infrastrutture». A lanciare l’allarme è Augusto Di Bastiano del Centro giuridico del cittadino. «Il 24 novembre la conferenza Stato-Regioni ha approvato in via definitiva il decreto a doppia firma del ministero delle Infrastrutture e del ministero della Coesione territoriale destinando alla nostra Regione 62 milioni e 900 mila euro», spiega Di Bastiano, «le opere finanziate riguardano il porto di Ortona (13 milioni di euro per l’approfondimento dei fondali mediante dragaggio e consolidamento della banchina di riva); sempre per Ortona sono previsti il collegamento dell’ultimo miglio ferroviario (4 milioni e 800 mila euro) e dell’ultimo miglio stradale (2 milioni di euro); il porto di Vasto (7 milioni 650 mila euro per il potenziamento e l’ampliamento della banchina 1 milione di euro per il miglioramento dell’accessibilità stradale); la ferrovia Fossacesia- Castel di Sangro e la piastra logistica di Saletti (24 milioni 450 mila euro) e il potenziamento della rete logistica e dell’hub interportuale per l’area industriale di Manoppello (10 milioni di euro). Si tratta di fondi immediatamente disponibili», aggiunge il presidente del Centro giuridico del cittadino, «pronti sul tavolo ministeriale per essere spesi. I soggetti attuatori delle opere saranno Anas, Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Autorità di sistema portuale». Insomma la Marsica è rimasta a bocca asciutta nonostante la presenza sul territorio di una struttura, l’interporto, inserita nel più ampio progetto delle cosiddette Zone economiche speciali (Zes). «Il territorio marsicano non ha rappresentanza politica», osserva Di Bastiano da ex amministratore comunale, «a vigilare dovevano essere i consiglieri regionali, i partiti o forse le associazioni di categoria e i sindaci. Con il segno del poi a poco serve ricercare le cause, certo è che, a mio avviso, in quanto a programmazione e sviluppo del territorio il futuro per la Marsica non appare roseo». Due mesi fa la Regione Abruzzo, proprietaria della struttura, aveva dato il via libera allo schema di contratto per l’affidamento in concessione della gestione operativa del centro smistamento merci di Avezzano. Grazie alla sottoscrizione dell’accordo con Rfi, come annunciato dal presidente Marco Marsilio, potrebbe essere completato il collegamento per unire la struttura alla ferrovia. Solo dopo questo sblocco si potrà procedere con il bando e il successivo affidamento.
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