Intimidazione all’avvocato delle donne

29 Gennaio 2019

Bucate le 4 gomme dell’auto di Simona Giannangeli presidente del Centro antiviolenza: è la seconda volta in 10 giorni

L’AQUILA. Un grave atto di intimidazione è stato commesso ieri mattina ai danni dell’avvocato Simona Giannangeli. Qualcuno, armato di un punteruolo, ha bucato tutte e quattro le gomme della sua automobile. Sul caso indaga la polizia e, ovviamente, il gesto potrebbe essere riconducibile al ruolo che ricopre Giannangeli, ovvero presidente del Centro antiviolenze, che la porta a occuparsi in tribunale di decine di donne picchiate o vittime di stalking. «Ho parcheggiato la macchina verso le nove davanti al palazzo di giustizia», racconta, «e verso le 11,30, uscita dal tribunale, ho notato cosa fosse successo con tutte e quattro le gomme a terra».
«Ho richiesto l’intervento di una pattuglia della polizia», ha aggiunto, «e gli agenti intervenuti hanno constatato che, in realtà, le gomme erano state tagliate con una specie di punteruolo. Già in data 9 gennaio 2019, sempre all’esterno del palazzo di giustizia, avevo rinvenuto una gomma a terra e, a una verifica, si è stabilito che era stata spezzata la valvola. Sono la presidenta dell’Associazione “Donatella Tellini”-Centro antiviolenza per le donne dell’Aquila, nonché l’avvocata dello stesso Centro e so che questi atti sono l’espressione di quella sottocultura violenta, maschilista e retrograda contro la quale lotto da oltre venticinque anni. So che queste azioni squallide e meschine sono state compiute da chi non conosce altro strumento che quello dell’intimidazione».
«Questi atti vergognosi», prosegue, «non mi faranno desistere dal continuare a svolgere il mio lavoro con coerenza e determinazione, contro ogni forma di sopraffazione e violenza. Questi atti vergognosi rafforzano ulteriormente il mio convincimento della necessità di lottare, fuori e dentro le aule di giustizia, contro ogni forma di violenza maschile contro le donne. Questi gesti non mi intimidiscono né mi faranno arretrare di un passo. A chi mi chiederà come faccio a essere certa che il responsabile sia stato un uomo, dirò che lo so e basta».
Nel 2013 Giannangeli, impegnata anche in politica e più volte candidata, subì un’altra intimidazione: «Ti passerà la voglia di difendere le donne... Stai attenta e guardati sempre le spalle, da questo momento questo posto non è più sicuro per te». Questo il contenuto di un biglietto lasciato sul parabrezza della sua auto in concomitanza con la vicenda giudiziaria di Francesco Tuccia, un ex militare condannato dalla Cassazione per violenza sessuale a 7 anni e 8 mesi. In quel processo il Centro antiviolenza fu ammesso come parte civile. L’esponente di Prc, Maurizio Acerbo, le ha inviato un messaggio di solidarietà.
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