Invalida s’infortuna, Comune condannato

San Benedetto dei Marsi, il giudice del lavoro dà ragione alla donna: cambiate mansioni e costretta a raccogliere rifiuti
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Era stata assunta dal Comune con mansioni di portineria, per poi ritrovarsi a fare la raccolta porta a porta dei rifiuti insieme agli uomini, nonostante l’invalidità. Ora il Comune è stato condannato dal giudice del lavoro del tribunale di Avezzano e la donna dovrà tornare al suo originario impiego. È accaduto a San Benedetto dei Marsi dove una dipendente, E.D., 51enne del posto, si era vista cambiare mansione nonostante i problemi di salute. La donna inizialmente svolgeva diverse mansioni, tra cui pulizie, custodia e disbrigo pratiche. Era infatti stata assunta con un contratto nella posizione giuridica ed economica e aveva una invalidità del 46% a causa di una lombo-sciatalgia cronica con ernia al disco. In un primo momento, la donna svolgeva prevalentemente attività di pulizia delle strade o dei giardini, oppure accompagnava gli studenti della scuola dell’obbligo sul pulmino, e in altri momenti si dedicava alla custodia del cimitero. Dal mese di novembre 2011, però, era stata messa a lavorare insieme ad altre 5 persone, tutti uomini, al servizio di raccolta rifiuti porta a porta, inizialmente con due squadre di tre persone ognuna e con l’aiuto di un camioncino, ma successivamente con squadre composte solo da due persone di cui una addetta al sollevamento e allo svuotamento dei bidoni della capienza di 120 litri, quindi molto pesanti. E proprio questo lavoro era stato assegnato alla donna, non avendo lei la patente di guida. Nonostante le raccomandazioni mediche, la sua mansione era rimasta la stessa fino a quando un giorno la donna venne colta da un dolore alla colonna lombare, costretta a una visita medica specialistica all’ospedale dell’Aquila. Neanche le raccomandazioni dello specialista avevano fatto in modo che le venisse sostituita la mansione e così nel 2013 la donna restava nuovamente infortunata. A quel punto la denuncia. Dopo diverse udienze, e con l’intervento di numerosi consulenti tecnici d’ufficio e di parte, il tribunale di Avezzano ha deciso di condannare il Comune che ora dovrà riassegnare alla dipendente la mansione adeguata alle sue condizioni fisiche e pagare le spese penali in attesa di una richiesta di risarcimento per le menomazioni subite che si aggiungono alla invalidità originaria. La donna era difesa dall’avvocato Domenico Casciere.
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