Invalido e senza un lavoro si incatena in municipio

Il 38enne Di Giacomo è stato un aspirante consigliere comunale con Di Pangrazio «Da tre anni chiedo aiuto all’amministrazione, ho un debito con Equitalia»
AVEZZANO. Una pensione di 270 euro al mese. È disabile al 100%, disoccupato e con un debito di 50mila euro nei confronti di Equitalia. Quella di Angelo Di Giacomo, che ieri si è incatenato davanti al Comune di Avezzano per chiedere aiuto al “mondo della politica”, è la storia di un 38enne avezzanese disperato, che non ce la fa più ad andare avanti. «Voglio un lavoro che mi dia la possibilità di pagare i debiti» commenta Di Giacomo davanti al municipio, dove è arrivato di prima mattina. Il suo desiderio è quello di avere un lavoro stabile. «Riesco a vivere grazie ai miei genitori, perché abito ancora nella loro casa» va avanti «sono invalido e da tre anni chiedo a questa amministrazione di aiutarmi».
Di Giacomo è conosciuto in Comune. Nel 2012 si è candidato nella lista civica “Avezzano futura”, a sostegno del sindaco Gianni Di Pangrazio. Voleva entrare in consiglio comunale, per «cambiare qualcosa nel modo di amministrare dei politici».
Pensava di inserirsi nel mondo del lavoro e di riuscire ad aiutare qualcuno con i suoi stessi problemi. La piazza è affollata di persone per il mercato. È anche il giorno della presentazione di un libro nella sala consiliare per cui sono arrivati gli amministratori e i politici da tutta la Marsica.
«Quando mi sono incatenato» incalza il 38enne «mi hanno detto di desistere, perché in Comune c’erano troppe persone e non andava bene, ma ho deciso di andare avanti fino alle 18».
Mentre parla con i giornalisti, qualcuno si avvicina. Passanti, ma anche amministratori. Tra loro anche il sindaco di Pescina, che gli stringe la mano e gli esprime solidarietà e comprensione. I primi a parlare con lui, del Comune di Avezzano, sono la dirigente del settore sociale Maria Laura Ottavi e il professore Oscar Stornelli.
«Conosciamo Di Giacomo» il commento di Stornelli, della segreteria del sindaco, «come lui, il Comune ha aiutato e continua ad aiutare tante persone. Viviamo in un momento di grande difficoltà economica e il problema della disoccupazione è diffuso, tra i giovani e i meno giovani. Gli abbiamo chiesto di togliersi le catene per non creare un caso che poi possa ripetersi anche tra altre persone in difficoltà. Di Giacomo ha già partecipato a un tirocinio formativo organizzato grazie a un fondo sociale europeo ed è in graduatoria per i lavori che il Comune pagherà con i voucher».
«Non si tratta di un vero lavoro ma di 80 ore in 5 mesi, a 7 euro l’ora» risponde Di Giacomo «dovevamo iniziare a dicembre ma ancora non partiamo. Nonostante la tensione e l’ansia, di una cosa non riesco a capacitarmi. In tanti si sono avvicinati anche solo per complimentarsi per il coraggio. Il sindaco, invece, è uscito ed è entrato e non mi ha nemmeno salutato».
Magda Tirabassi
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