Investe cinghiale sulla 17

2 Novembre 2017

Paura per un avvocato: ho rischiato la vita, ma nessuno fa nulla

L’AQUILA. Ha rischiato grosso un avvocato donna dell’Aquila, martedì sera, intorno alle 19, lungo la statale 17, nel tratto tra il bivio di Paganica e quello di San Gregorio, teatro spesso di incidenti, a volte anche mortali.
Poco prima di un mobilificio situato nella zona, un cinghiale di notevoli dimensioni ha attraversato la strada, dal lato ferrovia a quello opposto dove ci sono molte attività commerciali. In quel momento transitava l’avvocato a bordo di una Lupo Volkswagen e ha investito l’animale, che però dopo il colpo si è rialzato ed è fuggito. «Mi sono salvata perché per fortuna procedevo a una velocità ridotta, intorno ai 60 chilometri orari», racconta l’avvocato, «altrimenti non so come sarebbe andata a fiire».
Per lei comunque soltanto molto spavento e nessuna conseguenza fisica. «Ho chiamato la polizia stradale, che però avendo la pattuglia impegnata, mi ha girato carabinieri forestali, intervenuti da Arischia. Sono stati molto premurosi e hanno scattato diverse fotografie alla mia auto e al posto», dice l’avvocato, che vuole mantenere l’anonimato.
«La cosa pià preoccupante, però, è che percorro spesso questa strada per raggiungere un’attività commerciale ed è la prima volta che mi capita di incrociare un cinghiale. Mi sento a questo punto di lanciare l’allarme», afferma l’avvocato, «perché si stanno avvicinando sempre di più ai centri abitati e alla città. Qui ci sono diversi enti che devono vigilare e prevenire, affinché questi animali selvatici non mettano in pericolo l’incolumità degli automobilisti, delle persone. Questo tratto di strada è sempre ad altissima densità di traffico e quindi molto pericoloso. Gli enti preposti devono prendere provvedimenti. La mia auto ha subìto diversi danni alla carrozzeria – e non so se anche al motore – e presenterò una denuncia con richiesta di risarcimento danni».
Il consigliere regionale del M5S, Leandro Bracco, ricorda all’esecutivo che «poco o nulla è stato fatto» in questo senso. E ricorda anche alcune tragedie che si sono verificate sulla strada a causa degli ungulati. «Prima Daniela Martorella. Erano le 6 del mattino del 30 agosto 2016. La 37enne operaia della Sevel aveva terminato il turno di notte e insieme a un collega stava tornando a Bomba. All'altezza del bivio per Piane d'Archi e Casoli l'auto su cui viaggiava, nel tentativo di evitare alcuni cinghiali balzati sulla carreggiata, invade la corsia opposta e si scontra frontalmente con un'altra vettura».
La povera Daniela non ce la fa, lasciando due figli. «Due mesi fa Filippo Frezza, 39 anni, dopo una serata con gli amici in un bar di Roccaraso, tornando a Rocca Pia un cinghiale gli taglia la strada: il giovane consigliere del piccolo Comune aquilano nell'impatto muore. Giovedì scorso un'altra tragedia sfiorata nella frazione Le Morge di Torino di Sangro, nel Chietino, quando due auto sulle quali viaggiavano sei persone si sono scontrate con un branco composto da una ventina di cinghiali. Il risultato? Vetture notevolmente danneggiate e contusioni multiple per i sei malcapitati. Le politiche adottate dalla giunta regionale riguardo la problematica degli ungulati non sono state affatto risolutive».
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