Investe un 12enne e scappa: arrestato

19 Aprile 2026

Nei guai un 20enne albanese che rischia di travolgere altre persone e poi cerca di nascondere l’automobile incidentata

L’AQUILA. Dodicenne investito da un’auto in pieno centro. Con il guidatore che affonda sull’acceleratore e corre a nascondere l’auto, rischiando però di investire altre tre persone di fronte alla basilica di San Bernardino, dove era in corso un concerto. È successo ieri, poco dopo le 20, in via delle Grazie, vicino a piazza IX Martiri. Il ragazzino, stando ai primi accertamenti, sarebbe stato sbalzato da un’Audi A3 grigia, il cui guidatore non si sarebbe fermato a prestare soccorso, preferendo invece allontanarsi in fretta dal vicolo, svoltare nella piazzetta e proseguire, così da lasciarsi tutto alle spalle. Sul posto gli operatori del 118 e i carabinieri, con i primi che hanno soccorso il minore, poi trasferito al San Salvatore, dove i medici, sin dai primi esami, avrebbero riscontrato diverse fratture, tra cui quelle a tibia e perone.

Militari dell’Arma che a loro volta si sono invece subito adoperati nel tentativo di rintracciare il pirata della strada, a partire dall’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza che puntano sulla piazza, e in modo particolare su quel vicolo: quelle installate da poco e quelle già presenti. E sono state proprio le riprese delle telecamere, unite al fiuto investigativo dei carabinieri, le vere chiavi di volta di un’indagine lampo, conclusasi in meno di un’ora con l’identificazione del guidatore: un albanese di 20 anni che, dopo l’investimento, aveva provato a confondere la vettura tra quelle in sosta nel parcheggio di un supermercato in periferia. Sulla carrozzeria, i segni di un impatto compatibili con quello di un ostacolo centrato.

Il giovane – sottoposto agli esami alcolemici e tossicologici, poi risultati tutti negativi – è stato così tratto in arresto con le accuse di fuga in presenza di feriti, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale, dal momento che si è anche scagliato contro uno dei carabinieri intervenuti quando ormai pensava di averla fatta franca. Carabinieri che, in un primo momento, avevano anche vagliato l’ipotesi che il giovane potesse coprire qualcuno, magari la persona materialmente al volante al momento dell’investimento, che poi avrebbe ceduto il posto di guida al ventenne, magari non essendo in condizioni idonee per poter guidare. Decisive, per risalire con certezza al modello di auto in fuga, le immagini della centrale operativa Spee, intervenuta in tempo reale a supporto del lavoro investigativo, in sinergia con forze dell’ordine e operatori del Comune.

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