«Io, dal Messico all’Aquila»

L’AQUILA. La storia e la cultura, da sempre pilastri del nostro Paese, hanno spinto Carla Maria Lopez, attualmente studentessa del Linguistico “Cotugno”, a scegliere l’Italia per intraprendere la sua...
L’AQUILA. La storia e la cultura, da sempre pilastri del nostro Paese, hanno spinto Carla Maria Lopez, attualmente studentessa del Linguistico “Cotugno”, a scegliere l’Italia per intraprendere la sua esperienza interculturale. Il suo desiderio è stato esaudito dall’associazione internazionale Rotary, che col programma Rye (Rotary Youth Exchange), promuove da circa 80 anni esperienze di studio all’estero. Carla, a 16 anni, ha “lasciato” famiglia e amici di Morelia, capoluogo di Michoacan nel Messico Centrale, per giungere all’Aquila.
Come ti è sembrata la nostra città?
«Rispetto alla mia città natale, L’Aquila è molto più piccola, ma questo non vuol dire che sia una caratteristica negativa. Secondo me è più comoda e meno pericolosa. A Morelia, infatti, di sera non si può passeggiare, mentre qui posso uscire tranquillamente. In 7 mesi mi sono fatta molte nuove amicizie sia a scuola che fuori. Penso che se fossi nata qui avrei avuto più amici rispetto a quanti ne ho in Messico, anche perché i ragazzi italiani sono molto socievoli e aperti a nuove conoscenze».
Quale impressione ti hanno fatto i segni del terremoto?
«So che è avvenuto nell’aprile 2009: ho visto i danni soprattutto al centro storico, dove è situata la casa della mia famiglia ospitante. A Morelia i terremoti sono frequenti, ma non ce n’è mai stato uno così grave da lasciare ferite così profonde. Ciò non vuol dire, naturalmente, che questa città non si possa riprendere».
E il rapporto con la scuola che stai frequentando?
«Ho avuto difficoltà all’inizio nell’integrarmi in questo nuovo ambiente, a parer mio incentrato più sullo studio teorico che su quello pratico, anche se mi sento abbastanza facilitata nell’italiano, poiché molto simile alla mia lingua. Adesso il mio rapporto con lo studio sta migliorando, anche grazie ai miei nuovi amici che mi danno qualche aiuto».
Altre differenze rispetto alla tua scuola?
«Il liceo da noi dura solo tre anni ed è una scuola che comprende soltanto materie di base. Qui l’impostazione è più specialistica, con la possibilità di scegliere tra vari indirizzi. Secondo me è molto utile avere un liceo con un’offerta formativa così ampia, perché consente di fare una scelta universitaria più consapevole».
Hai avuto problemi con le nostre abitudini alimentari?
«Una cosa che amo di più dell’Italia è proprio il cibo, non che il nostro non sia di mio gradimento, ma la cucina italiana è unica, soprattutto i dolci».
Bilancio dell’esperienza?
«Consiglierei a qualsiasi persona di intraprendere un’esperienza magnifica che ti cambia la vita, ti responsabilizza, ti rende più maturo e ti permette di conoscere nuove realtà».
Lidia Ricciuti
Miriam Corsetti
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