«Io, dall’Aquila in Nuova Zelanda tra studio e Haka»

7 Marzo 2018

Il racconto dell’esperienza culturale condotta oltreoceano «Paesaggi meravigliosi, una finestra sul mondo per crescere»

L’AQUILA. «In Nuova Zelanda ci sono koala e canguri?», «Non ci sono solo pecore?». Ma soprattutto «Dov’è la Nuova Zelanda?».
Erano le tipiche domande che mi sentivo ripetere prima di intraprendere l’esperienza di scambio culturale in questa terra meravigliosa. Con mio grande dispiacere ho scoperto che non vi è traccia di canguri, ma in compenso ci sono pinguini e davvero tante pecore, circa dieci per ogni abitanti, ma non solo...
La Nuova Zelanda si trova nell’emisfero australe, esattamente agli antipodi dell’Italia, ed è per questo motivo che l’ho scelta. Volevo andare dall’altra parte del mondo per capire come la pensassero lì, avere una diversa prospettiva, magari “a testa in giù”.
È formata da due isole: l’Isola del Nord, dove si trovano i maggiori centri come Auckland e la capitale Wellington; l’Isola del Sud, più calda e turistica, con grandiosi parchi naturali e attrazioni estreme come skidiving, bunjeejumping e parapending.
Durante il mio soggiorno non facevo altro che stupirmi: l’oceano, le montagne e le vallate, proprio quelle viste nei film di “Il Signore degli anelli” e della trilogia “Lo Hobbit”; il Natale estivo che si festeggia in spiaggia con 25 gradi; e gli animali strambi come i weka e i kiwi.
Per i neozelandesi ci sono 3 tipi di kiwi: kiwi fruit, kiwi birds e kiwi people. Non sapete quante incomprensioni sorgano per un povero studente straniero, immaginate la frase “sto mangiando un kiwi...”.
I Kiwi birds, strani uccelli senza ali, sono il simbolo del paese e, pur sembrando sciocchi, in realtà sono molto altruisti, tanto che i neozelandesi, qualche anno fa, hanno indetto un referendum per inserirli nella bandiera.
Questi uccelli sono intoccabili e per questo non dimenticherò mai la faccia della mia “host mum” (mamma ospitante) quando la mia amica spagnola disse che erano brutti ratti dal lungo becco!
E invece, come sono le kiwi people? Io le definirei popolazioni fuori dal mondo, perché vivono nella loro oasi felice, lontane fisicamente e mentalmente dai problemi globali. Sono però uomini e donne aperti a ogni tipo di cultura e religione, anche se per la maggior parte sono atei.
Mi ricordo di essere rimasta particolarmente colpita notando che, nella mia scuola, vi erano bagni senza distinzione di sesso, per lasciare i ragazzi liberi di essere e di sentirsi come vogliono.
Un’altra caratteristica della Nuova Zelanda è la cultura Maori, popolazione autoctona prevalente prima della colonizzazione inglese.
I Maori, pur avendo curiose tradizioni, sono famosi soprattutto per la squadra di rugby e per la Haka, la danza che eseguono prima di ogni partita: un buon motivo, per noi aquilani, per sentirli vicini.
Durante un viaggio nell’isola del Sud, la mia guida Maori ha tenuto particolarmente a insegnarmi un po’ della loro lingua, la cui pronuncia è molto simile a quella italiana; ma soprattutto ho eseguito la Haka davanti al ghiacciaio, il Fox Glacier, ed è stato davvero un momento indimenticabile, come sentire il respiro della natura.
Un’esperienza che sento di poter consigliare, quella di scambi con paesi lontani, perché apre gli occhi sul mondo e sui problemi quotidiani, insegnando che c’è sempre una soluzione e, soprattutto, che non bisogna mai dire di no alle opportunità, perché le migliori esperienze sono state quelle che non avevo previsto.
Rebecca Tatoni
Francesca Troiani
Chiara Crucianelli
Livia Flamini
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