Iorio, Vicini e Pd «Solidarietà a Di Stefano»
L’AQUILA. Due donne in consiglio comunale, Emanuela Iorio (Passo Possibile) ed Elisabetta Vicini, capogruppo Democratici e Socialisti, chiedono al sindaco anche la “testa” del presidente del...
L’AQUILA. Due donne in consiglio comunale, Emanuela Iorio (Passo Possibile) ed Elisabetta Vicini, capogruppo Democratici e Socialisti, chiedono al sindaco anche la “testa” del presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari. A loro si unisce Fabiana Costanzi, responsabile Cultura del Pd. E spiegano perché: «Se il sindaco Biondi, come apprendiamo dalle sue dichiarazioni, gode della forza politica di disporre del gruppo consiliare di Forza Italia, tanto da farlo riunire per l’approvazione di un documento in sua difesa sulla vicenda Martino e, contestualmente, dichiarare lo scongelamento delle deleghe dell’assessore Annalisa Di Stefano solo in caso di una sua pubblica presa di distanza dalle posizioni del suo coordinatore cittadino, allora il sindaco Biondi deve pretendere anche la rimozione del presidente del consiglio, Roberto Tinari, anch’egli presente alla conferenza stampa incriminata. Diversamente, sarebbe soltanto un vistoso segno di arretratezza culturale, un atto di violenza politica contro la parte che si ritiene più debole, nel caso di specie una donna: un atto di pura misoginia politica. Come le streghe perseguitate dalla Santa Inquisizione, l’assessore al Bilancio scamperà il rogo solo in caso di abiura, mentre il suo collega di gruppo continuerà a sedere, senza conseguenze, sullo scranno più alto del consiglio. All’assessore Di Stefano», concludono, «va la nostra solidarietà per l’atto discriminatorio che avalla l’ascesa, o la permanenza, in politica di una donna solo in base a presupposti di vassallaggio». (v.p.)
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