Iperortaggi a fuoco Spuntano tracce di benzina e alcol

Tra gli investigatori si fa strada l’ipotesi dell’origine dolosa Completamente distrutto l’edificio dedicato allo stoccaggio
LUCO DEI MARSI. Potrebbe essere doloso l’incendio che ha distrutto gran parte dell’azienda agricola Iperortaggi di Luco dei Marsi. Sono stati trovati, infatti, più focolai e tracce di acceleratori che avrebbero permesso alle fiamme di propagarsi più rapidamente. La struttura, che si trova lungo la Circonfucense, nella notte tra lunedì e martedì ha preso fuoco allarmando tutto il territorio del Fucino. Le fiamme alte si intravedevano da chilometri di distanza, tanto da attirare l’attenzione anche dei carabinieri che stavano perlustrando, per controlli di routine, la zona. Sono stati loro a dare l’allarme e ad avvertire i vigili del fuoco che sono arrivati sul posto per domare il rogo.
LE CAUSE. S’indaga a tutto campo per capire le cause del rogo che ha distrutto parte dell’Iperortaggi. Il proprietario, Domenico Covone, da 40 anni nel mondo dell’agricoltura, ha raccontato di non aver mai avuto problemi o minacce che possano far pensare a possibili ripercussioni. I carabinieri del Nucleo operativo di Avezzano, coordinati dal comandante Bruno Tarantini, stanno lavorando – per raccogliere informazioni utili alle indagini – in collaborazione con i vigili del fuoco del nucleo investigativo antincendi territoriale arrivati nel pomeriggio di ieri sul posto. Sono stati rinvenuti più punti di fuoco dai quali potrebbero essere partite le fiamme. Inoltre, gli uomini dei Niat hanno trovato tracce di acceleratori – come benzina o alcol – che avrebbero permesso di far partire rapidamente l’incendio.
I DANNI. Sono stati interessati dalle fiamme circa ottomila metri quadrati dell’azienda agricola della Circonfucense. Una piccola cittadella dell’agricoltura che, nel giro di poche ore, è andata in fiamme. Sono state distrutte celle frigorifero, attrezzature da lavoro e quintali di prodotti stoccati e pronti per essere immessi nel mercato. A causa dei materiali altamente infiammabili, i vigili del fuoco hanno lavorato per ore prima di poter spegnere tutto e mettere in sicurezza l’area. Ad alimentare il fuoco anche i pannelli in poliuretano espanso che erano posti intorno alle celle frigorifero. I danni, secondo una prima stima, si aggirano intorno ai 5 milioni di euro. E non sono bastati, vista la situazione, i vigili del fuoco del vicino distaccamento di Avezzano. Sono state chiamate a supporto anche squadre della sede centrale dell’Aquila, del distaccamento di Sulmona, dei vigili volontari di Carsoli e del Comando di Frosinone. Solo all’alba i pompieri sono riusciti a concludere le operazioni non prima di aver perlustrato tutta l’area ed essersi assicurati che non ci fossero altri focolai. Si è salvata tutta l’area destinata al confezionamento dei prodotti che, come assicurato da Covone, è già tornata operativa, mentre la parte dello stoccaggio dovrà essere ricostruita.
LE INDAGINI. Sul caso sono già al lavoro i carabinieri della Compagnia di Avezzano, guidati dal capitano Luigi Strianese, che stanno seguendo le varie piste anche grazie al supporto dei vigili del fuoco del Niat. L’inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Lara Seccacini.
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