Ironie su Facebook e Cialente bacchetta

23 Febbraio 2017

L’AQUILA. Si sta consumando sui social, a suon di post con riferimenti storici, opere d’arte, quadri d’epoca, la campagna elettorale del Pd. Abbandonate le sedi canoniche, le riunioni di partito e...

L’AQUILA. Si sta consumando sui social, a suon di post con riferimenti storici, opere d’arte, quadri d’epoca, la campagna elettorale del Pd. Abbandonate le sedi canoniche, le riunioni di partito e le assemblee popolari, si è scatenata la guerra dei like su Facebook. Tutti alla ricerca di un consenso mediatico, che passa inevitabilmente attraverso la piattaforma on line. Dal post del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, con il ritratto della “Restaurazione”, alla risposta di Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua, che ha pubblicato “L’allegoria del buono e del cattivo Governo”, di Ambrogio Lorenzetti, fino al “Quarto stato” postato dall’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, è tutto un fiorire di dipinti, con tanto di blasonati spunti culturali e commenti al seguito. Compreso quello sarcastico di Carlo Benedetti: «Tra un po’ facciamo un concorso Ripam per il Ministero dei Beni culturali e architettonici, invece delle primarie!». Puntuale, ieri mattina, la risposta piccata del sindaco Massimo Cialente. Sempre su Facebook.

L’URLO DI MUNCH. «Non pubblico opere d’arte, né quadri, né statue. Se lo facessi, forse metterei “La Pietà” di Michelangelo, piuttosto che l’Urlo di Munch», scrive il sindaco, «trovo che la vicenda della scelta del mio successore nel centrosinistra si stia venando di situazioni inaccettabili. Ritengo che qualcuno debba chiedere scusa a chi ha appreso del sondaggio solo dai giornali. Ormai, anche all’Aquila ci sono cerchi magici, con qualche irresponsabile, mentre non esiste più il ruolo dei gruppi dirigenti, né di coloro che in questi anni hanno tirato avanti la carretta. Ma questo è il nuovo che avanza».

RANIERI FA CONFUSIONE. «Il compagno Fabio Ranieri afferma che le primarie si possono fare solo se di coalizione, mai di partito, visto che il partito risolve al suo interno le scelte, È l’esatto opposto», ricorda Cialente, «di quanto fu detto in occasione delle elezioni regionali, quando si decise di proporre un solo candidato e , poiché ne erano in predicato almeno tre, il Pd fece le primarie interne. Il gruppo dirigente era lo stesso di allora, compreso Fabio Ranieri. Le primarie non sono come la freccia di una macchina che funziona ora sì, ora no. Solo quando fanno comodo. Il problema non è soltanto nel Pd: dov’è il resto della coalizione di centrosinistra? Che cosa sta succedendo?». PRIMARIE DI COALIZIONE. Immediata la replica di Ranieri: «Sono piuttosto coerente e penso di avere sufficiente memoria per essere in grado di ricordare ciò che dico, compresa l’utilità dello strumento delle primarie per la scelta del candidato sindaco. Ovviamente di coalizione, perché non stiamo decidendo una “carica” del Pd, ma di tutto il centrosinistra. Quanto ai cerchi magici, di solito li fa chi esercita un ruolo, non i volontari della politica. Sono sempre stato contrario ai sondaggi: penso che la città si aspetti soluzioni per il futuro, non chiacchiere e giochetti». Poi l’affondo: «Questo post potrebbe, a breve, non riguardarmi più», dice Ranieri lasciando presagire l’uscita dal Pd.

IRRESPONSABILI. Affermazioni che hanno animato il dibattito sui social: «Ritengo che sia da veri irresponsabili gettare benzina sul fuoco in momenti come questo», scrive Giulia Fascetti, «il luogo deputato per discutere è il partito. State dando uno spettacolo penoso». Carla Ferrero parla di «sceneggiata indecente che, anche all’Aquila, il Pd sta offrendo, in barba ai problemi della sopravvivenza quotidiana».(m.p.)

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