«Irrigazione, a Paganica ormai è il far west»

L’acqua in teoria non può essere utilizzata, ma in pratica viene usata nell’assoluta mancanza di regole
L’AQUILA. Tante belle parole, tanti convegni con assaggini gustosi, tante idee e progetti. Poi quando si tratta di agire nel concreto si scopre che i famosi fagioli di Paganica (che ormai sono apprezzati ovunque) non possono essere prodotti nelle quantità che il mercato richiede perché non si possono irrigare. Le acque infatti sarebbero a rischio salmonella da più di tre anni. Periodo in cui – a parte qualche riunione annoiata – nulla è cambiato. Lo segnala per l’ennesima volta Raffaele Alloggia di Paganica che da tempo si batte per la riscoperta e la valorizzazione dei prodotti di “nicchia”. «Come noto, anche quest'anno, come ormai da diversi anni, il sindaco dell'Aquila a metà giugno, in virtù di una nota della Asl, ha firmato l'ordinanza sindacale di divieto di irrigazione, per la presenza di salmonella nelle acque del fiume Aterno, del Vera, del torrente Raiale ed altri canali, in quanto autorità sanitaria locale. Per i non addetti ai lavori, è bene sapere che a metà giugno ormai i giochi sono fatti poiché tutti i lavori di preparazione dei terreni e la semina sono stati effettuati e con impegno di risorse importanti per le famiglie, di conseguenza, è difficile pensare che i campi seminati, al momento giusto, non vengano irrigati, così com'è stato per gli anni passati. Che i campi vengono invece irrigati ne è certamente a corrente il Sindaco, così come lo sono i responsabili del Consorzio di Bonifica. Il Sindaco però, a fronte di eventuali responsabilità si è salvaguardato con la firma dell'ordinanza sindacale, il Consorzio titolare della gestione delle acque, non ha messo a disposizione le risorse umane per regolamentare la turnazione dell'acqua in virtù dell'ordinanza e i proprietari dei campi però, debbono continuare a pagare le bollette per l'irrigazione per far fronte a lavori "presunti" di manutenzione straordinaria, come sostenuto dal Consorzio. In questi giorni di calura, dato che alcune coltivazioni (foto) come i fagioli e gli altri ortaggi hanno un maggior bisogno d'acqua, i coltivatori di piccoli appezzamenti e sono centinaia, per la turnazione si trovano a combattere in uno stato di "assoluta anarchia", in particolare chi utilizza le acque della Riga di Mezzo. Gestire le acque senza un coordinatore, diventa difficile, così prevale il prepotente che non rispetta il diritto del prossimo, o chi grida più forte».

