Irrigazione nel Fucino, è scontro sui 50 milioni di euro della Regione

9 Agosto 2020

Iulianella (Pescina): «Fondi tagliati, schiaffo di Marsilio alla Marsica». Il Pd: «Ennesimo danno» L’assessore Imprudente (Agricoltura): «Sono invenzioni, la rimodulazione è imposta dal governo»

PESCINA. Fondi per l’impianto irriguo del Fucino vaporizzati in Regione? Il sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, il Pd e il candidato sindaco di Avezzano, Mario Babbo, puntano il dito contro la giunta Marsilio per il taglio del finanziamento di 50 milioni per risolvere un problema che si trascina da anni. Ma l’assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, respinge le accuse ai mittenti.
«La Regione fa solo tagli sul nostro territorio», tuona Iulianella, «è arrivato il momento di dire basta. La scelta della giunta Marsilio di tagliare i fondi dell’impianto irriguo mortifica il territorio sempre meno rappresentato nel panorama politico regionale, salvo quando dev’essere utilizzato come bancomat da una maggioranza senza idee e prospettive». Per Iulianella, quindi, la Regione è «matrigna» con la Marsica. «Rispetto ai 50 milioni del Masterplan lasciati in eredità dalla precedente giunta», sottolinea il sindaco, «Marsilio e i rappresentanti territoriali avevano il dovere di trovare nuove risorse e velocizzare la cantierizzazione dell’intervento. Invece si è fatto il contrario: rimodulazioni delle risorse finanziarie al ribasso e rallentamento delle procedure, tramite rivisitazioni progettuali calate dall’alto non condivise coi territori. In un momento in cui il comparto soffre una crisi senza precedenti, causata da prezzi di mercato troppo bassi, che umiliano il nobile lavoro degli agricoltori del Fucino, questo rappresenta un ulteriore schiaffo alla Marsica. La scelta di stravolgere il progetto iniziale del 2018, concordato all’epoca con tutti i portatori d’interesse, ha frenato il cronoprogramma per l’assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti, che avrebbero messo al riparo i 50 milioni del Masterplan, e irritato il territorio, con soluzioni progettuali che non condividiamo».
Per spingere la Regione a cambiare rotta, Iulianella chiama i colleghi della Marsica a dire basta. «La misura è colma», conclude, «è il momento di alzare forte la nostra voce: uniamo le forze, perché essere remissivi per ottenere briciole, mentre il territorio muore, non è più possibile».
Sulle barricate salgono pure Babbo e il Pd. «La Regione ha cancellato in un sol colpo i 50 milioni per l’opera idraulica del Fucino», accusa Babbo, «attesa da decenni, che ora rischia di essere persa per sempre. Mi piacerebbe conoscere l’opinione dei candidati Genovesi e Di Pangrazio visto che rivendicano di fare riferimento al governo regionale».
Sulla stessa lunghezza d’onda Lorenza Panei, in corsa col Pd per un posto in consiglio comunale: «La scelta della Regione è l’ennesimo danno alla Marsica».
Una tempesta in un bicchier d’acqua per l’assessore. «Chi diffonde queste notizie di questo genere o è ignorante, perché ignora, o è in malafede», replica Imprudente, «il governo Conte Pd-M5S ha imposto alle Regioni, con il DL Rilancio, la rimodulazione dei fondi sviluppo e coesione (Masterplan, ndc) ed europei, per venire incontro alle esigenze di cassa dello Stato, con lo slittamento degli interventi nel nuovo POC, al 2021. I fondi per la progettazione sono rimasti, mentre le risorse vengono posticipate di 8-12mesi. Tutto qui, nessun taglio. La campagna elettorale si faccia su altri argomenti, non su invenzioni per giustificare l’esistenza politica. Rispetto all’impianto irriguo del Fucino, il centrosinistra, dopo anni di inerzia assoluta, si permette di criticare una scelta ragionevole e di buon senso condivida da sindaci e portatori d’interesse, che prevede di iniziare l’opera del sistema intubato nella piana fucense. Siamo nella fase di aggiudicazione della progettazione esecutiva nel pieno rispetto del cronoprogramma del soggetto attuatore Arap-Consorzio di bonifica».
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