Isola pedonale, i commercianti sono contrari

27 Giugno 2020

Ruggieri (Cna): «Assurdo che questa decisione sia stata adottata senza sentire gli interessati»

SULMONA. Non convince tutti la scelta della giunta Casini di chiudere corso Ovidio alle auto dal 4 luglio al 31 ottobre e di estendere la Ztl all’intera giornata. La prima critica arriva da Franco Ruggieri della Cna, titolare di uno storico bar all’angolo tra via De Nino e corso Ovidio. «È assurdo che decisioni così importanti vengano pese senza coinvolgere gli interessati», fa notare. «Gli incontri che sono stati fatti sul tema riguardavano solo la riorganizzazione del traffico cittadino, ma mai nessuno ci ha illustrato un progetto di isola pedonale così come è stato concepito. Anche perché, con queste modalità, i piccoli negozi nei vicoli come faranno a garantirsi gli approvvigionamenti quotidiani? Questa sarà la mazzata finale dopo i mesi di chiusura del Covid. Le battaglie di principio non si fanno senza il raffronto con la concretezza della realtà». Si erano detti più favorevoli i ristoratori, che nel mese scorso avevano dato vita al Comitato “Oltre la saracinesca”, che aveva invocato la creazione di un salotto in centro, senza auto e con tavoli all’aperto per cercare di recuperare gli incassi perduti con la chiusura per la pandemia. Più pessimista Antonio Cinque, la cui moglie ha una boutique in via De Nino. «Volete chiudere tutto?», chiede. «È già tutto chiuso. E poi fino al 31 ottobre? Il Comune si è affrettato a deliberare una scelta a costo zero, ma spero che da adesso si impegni a lavorare per riempire quello che hanno chiuso. Resto sempre del parere che qualcuno vuole spostare il commercio del centro storico all’esterno di esso».
In questo senso il macellaio Fernando Vitone fa notare i problemi relativi all’approvvigionamento della merce fresca. «Assurdo prendere decisioni senza interpellare i commercianti, non ha senso chiudere anche dal lunedì al venerdì, e poi vorrà dire che i miei fornitori per scaricare entro le 9.30 dovranno partire verso le 4 di mattina», riflette. Certo, se alcuni commercianti del centro storico facessero un salto di qualità rispetto alle vetrine al buio e alle luci di Natale lasciate penzoloni, sarebbe un guadagno per tutti, loro per primi. «Non la vedo così devastante per la fruizione turistica lasciare aperto dalle 6 alle 10 e dalle 13.30 alle 16 dal lunedì al venerdì», suggerisce Gaetano Margiotta, che ha un negozio di scarpe. Pronti alla protesta i commercianti di “Sulmona fa centro”: «Nell’esprimere disapprovazione ribadiamo la richiesta di lasciare inalterati gli orari attuali. Diversamente valuteremo azioni eclatanti».
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