Isola pedonale, le condizioni dei residenti

Per i commercianti la priorità vera resta quella dei parcheggi. E c’è chi punta il dito contro le decisioni calate dall’alto
L’AQUILA. Sì alla pedonalizzazione ma solo se ben regolamentata e se accompagnata dalla realizzazione di parcheggi di scambio e di prossimità. In attesa di conoscere nel dettaglio la proposta presentata dalla Cabina di regia (oggi è in programma un nuova conferenza stampa dell’assessore ai Trasporti e ai Parcheggi Carla Mannetti), rispetto alla semi stroncatura espressa dalle associazioni rappresentative e di categoria, la posizione dei singoli esercenti sull’ipotesi di realizzare in centro un’isola pedonale serale permanente appare più sfumata e ricca di sfaccettature. In generale l’idea piace ma prima di abbandonarsi all’entusiasmo i titolari delle attività commerciali vogliono vedere come la proposta sarà attuata in concreto.
«Di annunci, finora, ne sono stati fatti tanti» è il refrain collettivo «ma quasi mai sono seguiti i fatti». Molti fanno anche spallucce, come a dire che le priorità sono altre: la regolamentazione del traffico dei mezzi pesanti e dei parcheggi nelle ore diurne; la sporcizia e la bassa illuminazione delle strade; lo scarso numero di secchi dell’immondizia e dei cestini della spazzatura.
«L’idea di un centro senza auto piace e funziona, come si è visto nei venerdì dedicati alle famiglie, che sono stati un successo», dice Natalia Nurzia. «Per noi, comunque, cambierebbe poco, visto che di solito chiudiamo intorno alle 21. Piuttosto, chiederei al Comune di prolungare gli orari del bus elettrico che collega il centro al mega parcheggio di Collemaggio, perché l’ultima corsa c’è alle 19.30 ed è troppo presto».
«L’idea mi sembra buona ma va concertata e discussa con tutti i commercianti», osserva Daniele Stratta, titolare di un ristorante su via Garibaldi. «Sono proposte che vanno condivise, non si possono calare dall’alto, anche perché in ballo ci sono esigenze diverse».
«Va bene l’isola pedonale ma servono aree e zone dove la gente possa parcheggiare», osserva Giuseppe Colaneri, anch’egli titolare di un negozio su corso Federico II. Secondo Colaneri, che è stato tra i primi commercianti a rientrare in centro dopo il terremoto e che in centro ha scelto anche di abitarci, i problemi veri, però, sono altri: «La mancanza di parcheggi durante il giorno. Spero che quanto prima si possa realizzare l’ascensore tra viale Rendina e il terminal, l’unica soluzione che potrebbe convincere le persone ad usare il mega parcheggio».
«È il gatto che si morde la coda», dice Adelmo Giardini, proprietario di una nota tabaccheria a due passi da piazza Duomo, «pedonalizzare va bene ma senza parcheggi è inutile. È importante anche informare bene gli automobilisti e non limitarsi a mettere i cartelli e le transenne. Servono controlli e barriere fisiche altrimenti ognuno continuerà a fare quello che vuole. Inoltre, non si può pensare di pedonalizzare solo il corso e lasciare le strade laterali aperte a tutti. Io abito in via delle Buone Novelle e oltre al problema della scarsa illuminazione abbiamo anche quello delle auto che imboccano la strada contromano da via XX settembre a tutta velocità per raggiungere piazza Duomo». Michele Morelli ha da poco aperto a piazza Duomo una latteria-gelateria, con annesso laboratorio su via Cavour: «L’idea dell’isola pedonale è carina», afferma, «ma le 18.30 come orario di inizio mi sembra troppo presto. Naturalmente si dovranno offrire parcheggi accessibili e anche i controlli dovranno essere fatti con decisione, puntando, però, sulla prevenzione e non sulla repressione». Che tradotto vuol dire che almeno all’inizio i vigili dovranno evitare di fare multe a raffica e mostrarsi un po’ più tolleranti.
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