Ispettorato, c’è lo spettro chiusura

31 Luglio 2014

È fra gli uffici più antichi in città. Appelli di Pelino e Pezzopane

SULMONA. A distanza di due anni dall’ultima volta, si concretizza l’allarme chiusura per gli uffici dell’Ispettorato dello Sviluppo economico di via Pola. Un nuovo decreto del 2013 dispone la soppressione della dirigenza sulmonese, unica ad essere accorpata con Roma sulle 16 divisioni dirigenziali. L’ufficio è fra i più antichi in città: venne aperto nel 1946 come distaccamento del ministero delle Poste per la posizione centrale di Sulmona. Sono 24 i dipendenti in città e 25 quelli nelle sedi di Pescara, L’Aquila, Avezzano e Campobasso, che gestiscono un’utenza di circa 100mila persone. La struttura si occupa di frequenze, verifica degli impianti di telecomunicazioni, rilascio di licenze per impianti di ricetrasmittenti, fibre ottiche, metanodotti. «Abbiamo fatto di tutto per non perdere la dirigenza» spiega Luigi Di Cesare, Rsu «perché era l’unico modo per assicurare la permanenza dell’ufficio». L’ex consigliere Gaetano Pagone, che assieme a Maria Gracia Commito della Uil aveva sollecitato interventi due anni fa, torna a rinnovare la richiesta. Questa volta inviata alla senatrice Paola Pelino, ai presidenti della Regione e delle Province di Chieti, Pescara, L’Aquila e Teramo, al sindaco di Sulmona. Il primo a recepirla è il sindaco Peppino Ranalli col gruppo Pronti per cambiare (guidato da Roberta Salvati), che ha allertato i parlamentari abruzzesi. All’appello hanno risposto le senatrici Stefania Pezzopane e Paola Pelino. La Pezzopane invoca un intervento urgente del sottosegretario Giovanni Legnini e del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Anche la Pelino afferma di avere «preso contatti con il ministro dello Sviluppo economico per fare presente quanto sarebbe ingiusta una simile decisione e per sottolineare la gravità di una ennesima e dannosa spoliazione del territorio abruzzese». (f.p.)

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