Ispettori lavoro, blitz all’Ecare

12 Aprile 2017

L’AQUILA. Aria tesa all’interno del call center Ecare di Monticchio, dove ieri sono arrivati gli ispettori del lavoro. Top secret sulle motivazioni dell’ispezione, che potrebbe essere scattata in...

L’AQUILA. Aria tesa all’interno del call center Ecare di Monticchio, dove ieri sono arrivati gli ispettori del lavoro. Top secret sulle motivazioni dell’ispezione, che potrebbe essere scattata in seguito a una denuncia. Del resto, lo scorso febbraio tra i 400 operatori era stato dichiarato lo stato di agitazione, ma anche in quel caso le Rsu avevano preferito non esplicitare i motivi della protesta, appellandosi alla delicatezza della situazione. Il periodo nero, per il sito aquilano che ha ricollocato i lavoratori licenziati da Transcom dopo il terremoto, è iniziato lo scorso luglio, quando l’azienda ha dichiarato 211 esuberi a livello nazionale, di cui 26 nel capoluogo abruzzese, e gli altri tra le sedi di Milano, Roma, Torino e Bari. A settembre, poi, è stato siglato nella capitale un accordo, con cui si è previsto il ricorso alla cassa integrazione per la durata di 12 mesi. L’intesa è stata firmata da Fistel-Cisl, Uilcom e Ugl telecomunicazioni, per scongiurare i licenziamenti. Ma lo stato di allerta non è comunque rientrato, visto che in ballo c’è anche un ricorso contro Poste Italiane, per l’aggiudicazione di una importante commessa. Il settore dei call center, che in città dà lavoro a circa 2.500 persone, sta attraversando una fase molto delicata, che rispecchia quella nazionale. La politica, a tutti i livelli, si sta muovendo per garantire maggiori tutele e in Regione è stato attivato un tavolo istituzionale che sta affrontando le emergenze, che coinvolgono in particolare Ecare e Lavorabile, il call center di Pettino dove i 560 operatori ancora attendono il nuovo bando dell’Inps. (r.s.)

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