Istituti a rischio, si accende la mobilitazione

La Cgil lancia l’allarme per l’Aquilano. Il Pd chiede la deroga per il cratere alla nuova norma nazionale
L’AQUILA. La scure dei tagli di bilancio si abbatte sulla scuola, anche quella aquilana. E ora si accende la mobilitazione. Secondo la nuova normativa nazionale sul dimensionamento scolastico, infatti, la soglia minima di studenti iscritti per tenere aperto un istituto comprensivo sale da 400 a 960: tante sono le scuole a rischio nelle aree interne. I territori del cratere 2016/2017 e Ischia sono temporaneamente esentati dal dimensionamento, ma il cratere del 2009 no.
La Cgil lancia l’allarme: «La provincia dell’Aquila perderà subito almeno 3 dirigenze scolastiche, causando l’accorpamento di istituti che non rientrano nei nuovi parametri regionali». Aggiunge Miriam Del Biondo, segretaria regionale della Flc Cgil: «Nell’entroterra sono molte le aree in cui la scuola è l’unico presidio culturale e sociale. Oltre a penalizzare la formazione dei nostri bambini, il nuovo dimensionamento aggraverà lo spopolamento delle aree interne». La Cgil quindi «respinge totalmente questa misura»
Contro il nuovo dimensionamento si schiera anche il Partito democratico. «Chiediamo che venga concessa la deroga anche per il cratere del 2009», dice all’unisono il Pd aquilano, in una conferenza alla presenza dei consiglieri comunali del partito e del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. All’Aquila, inoltre, «il tema del dimensionamento si intreccia, inevitabilmente, con quello della mancata ricostruzione dell’edilizia scolastica, il “buco nero” dell’amministrazione Biondi», aggiunge Nello Avellani, segretario comunale del Pd, «nelle prossime settimane, ci confronteremo con la città avanzando una nostra proposta». La deroga, oltre a essere stata chiesta dal consiglio comunale, è stata anche oggetto di un emendamento – dichiarato però inammissibile – degli stessi senatori abruzzesi di Fratelli d’Italia Guido Liris ed Etelwardo Sigismondi. (f.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

