Istituto De Nino-Morandi, via i sigilli

18 Giugno 2018

Disco verde della Procura al dissequestro (entro 90 giorni) dell’edificio finito nel mirino della Finanza per lavori non a norma

SULMONA. Saranno tolti entro 90 giorni i sigilli dall’edificio scolastico De Nino-Morandi. Questo il risultato del vertice ristretto con il presidente della Provincia Angelo Caruso e il portavoce del comitato di docenti ed ex insegnanti della scuola Franco D’Amico. A quattro anni dal sequestro dell’istituto di via D’Andrea è finalmente arrivato l’ok dei magistrati alla rimozione dei sigilli subito dopo l’approvazione della progettazione esecutiva.
Ne consegue che, entro tre mesi, saranno eseguite le procedure di dissequestro della parte dell’immobile implicata nell’inchiesta sui presunti lavori post-sisma sbagliati. A convincere la Procura è stata la firma della convenzione con la ditta che si è aggiudicato l’appalto. Un passaggio formale, ma necessario, che Provincia dell’Aquila e ditta incaricata hanno portato a compimento nei giorni scorsi.
«Come avevamo spiegato in assemblea, il dissequestro avverrà dopo l’acquisizione del progetto esecutivo e dalla Procura abbiamo ottenuto il via libera alla revoca dei sigilli tra novanta giorni, senza attendere la tempistica dei lavori», spiega Caruso.
Tocca invece al professore Franco D’Amico ricordare che la Procura «non si è mai sottratta al confronto e si è mostrata sempre disponibile alla collaborazione per una rapida risoluzione della vicenda». Intanto, è stata firmata la convenzione con la Prometeia, la ditta di Teramo che si è aggiudicata l’appalto per l’elaborazione del progetto esecutivo: ci vorranno almeno 90 giorni prima dell’approvazione e da due a quattro anni per eseguire i lavori, compreso il tempo riservato a eventuali ricorsi. Per gli interventi la Provincia ha accantonato 4 milioni di euro.
Chiaramente prima, già dal prossimo autunno, si punta al rientro degli studenti a Sulmona, dopo il trasloco obbligato a Pratola. Già nella giornata di oggi, infatti, potrebbe essere pubblicato il decreto, firmato dal presidente della Provincia, per la manifestazione d’interesse volta a individuare una sede alternativa in città per gli aspiranti ragionieri e geometri trasferiti da quattro anni a Pratola. Tra le prime conseguenze di questo trasferimento c’è il calo degli iscritti, scesi da 320 a 173, oltre agli incassi dimezzati nei negozi nati attorno alla scuola di via D’Andrea. Per questo Caruso vuole vederci chiaro sia sull’avviso dei lavori sia su un’eventuale richiesta di risarcimento dei danni che la chiusura dell’istituto per ragionieri e geometri ha comportato sotto diversi punti di vista. I sigilli vanno tolti su uno dei corpi di fabbrica oggetto degli ultimi lavori post-sisma, non eseguito a norma secondo un’inchiesta della Guardia di finanza.
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